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Assisi lancia il manifesto dell'umanesimo economico

- di: Vittorio Massi
 
Assisi lancia il manifesto dell'umanesimo economico
La Cattedra Unesco guida con Regione, Comune e Camera di Commercio dell’Umbria.

Assisi ha rimesso la persona al centro dell’economia. Nella città di San Francesco si è svolta la prima Conferenza mondiale “Verso una economia universale fondata sui diritti umani”, promossa dalla Cattedra Unesco in Sistemi economici e Diritti umani dell’Università Nazionale de La Plata con il sostegno di Regione Umbria, Comune di Assisi, Università degli Studi di Perugia e Camera di Commercio dell’Umbria. Tre giorni di incontri, riflessioni e proposte che hanno portato alla stesura del Manifesto di Assisi per un’economia universale dei diritti umani, documento fondativo di un nuovo paradigma globale centrato su giustizia sociale, inclusione e sostenibilità.

Assisi capitale mondiale del nuovo umanesimo economico

Il Palazzo del Monte Frumentario si è trasformato in un laboratorio planetario dove economisti, magistrati, imprenditori e accademici provenienti da oltre venti Paesi hanno condiviso esperienze e visioni. Dalla Germania all’India, dal Brasile all’Australia, si è discusso di modelli produttivi più equi, di finanza etica e di educazione alla responsabilità economica. Tra gli interventi più seguiti, quelli di Michael Humphrey (Australia), Srikanta Patnaik (India), Wolfram Elsner (Germania), Gloria Ramirez (Messico), Antonio Rojas (Spagna) e Jurema Tomelin (Brasile), insieme ai magistrati Francesco Neri e Olga Tarzia.

Le Lectio Magistralis di monsignor Domenico Sorrentino e dell’economista Stefano Zamagni hanno aperto la conferenza ponendo un interrogativo radicale: quale senso ha oggi un’economia che cresce senza giustizia? Zamagni ha ricordato che “la povertà non è un destino, ma una scelta politica”, sottolineando come oltre un terzo della popolazione mondiale viva con meno di sette dollari al giorno. “Serve una finanza capace di tornare all’economia reale – ha aggiunto – per generare valore condiviso, non disuguaglianza”.

Vigliarolo: “Restituire senso all’economia”

Il professor Francesco Vigliarolo, ideatore della Conferenza e titolare della Cattedra Unesco, ha tracciato la rotta etica e culturale dell’intero progetto. “È tempo di restituire all’economia il suo senso ontologico, ponendo i diritti umani come bussola di ogni scelta produttiva”, ha dichiarato nel suo intervento inaugurale. E ha aggiunto: “Non è solo necessario, è urgente. Le cosiddette economie di morte – dall’industria bellica al traffico dei rifiuti tossici – devono lasciare spazio a un’economia di vita, capace di rigenerare relazioni e territori”.

Vigliarolo ha annunciato la creazione di un Comitato permanente internazionale che seguirà l’attuazione del Manifesto e promuoverà campagne per il riconoscimento dei crimini ambientali come crimini contro l’Umanità. Un passo simbolico e giuridico che potrebbe ridefinire i rapporti tra etica, produzione e diritto internazionale.

Il ruolo centrale della Camera di Commercio dell’Umbria

Nel cuore del dibattito si è distinto il contributo della Camera di Commercio dell’Umbria, partner istituzionale e sostenitore della conferenza. Il Segretario Generale Federico Sisti ha ricordato come l’impresa, nella Costituzione italiana, non sia soltanto un soggetto economico ma anche un fattore di coesione sociale: “Conta il Pil, ma ancor di più il Bil, il Benessere interno lordo”. Parole che hanno risuonato come un manifesto nel Manifesto.

“La ricchezza prodotta da un’impresa – ha proseguito Sisti – non è solo materiale ma anche culturale e relazionale. In Umbria questo principio è concreto: da Luisa Spagnoli a Brunello Cucinelli, fino alle nuove società benefit, il valore della persona è parte integrante del sistema produttivo”. Il dirigente camerale ha indicato l’Umbria come laboratorio di sostenibilità, dove economia circolare, transizione ecologica e innovazione sociale camminano insieme. “Le imprese umbre dimostrano che competitività e responsabilità non sono in contrasto ma si rafforzano a vicenda, restituendo valore ai territori e fiducia alle comunità”.

La Camera di Commercio ha inoltre presentato esperienze regionali di economia rigenerativa e modelli di valutazione Esg, in linea con i nuovi indicatori europei di benessere. In questo quadro, l’Umbria si conferma come una regione capace di coniugare sviluppo economico e diritti, ponendosi come riferimento per una visione produttiva più umana e sostenibile.

Giovani e accademia per una nuova visione

Una delle novità più significative della tre giorni è stata la partecipazione dei giovani. Studenti, ricercatori e dottorandi da università italiane e straniere hanno animato i laboratori dedicati a educazione economica, finanza etica e cooperazione. Le loro proposte, pragmatiche e innovative, sono confluite nel testo del Manifesto, segnando un passaggio generazionale nella cultura dello sviluppo.

Proprio da questi laboratori è emersa la richiesta di inserire nei programmi universitari discipline legate all’economia dei diritti umani, con un approccio che unisca etica, ecologia e competenze tecnologiche. Un punto di partenza per formare una nuova generazione di economisti “umanisti”, capaci di orientare la trasformazione del sistema globale.

Un manifesto che guarda al mondo

Il Manifesto di Assisi raccoglie principi e impegni che si fondano su tre assi: dignità del lavoro, tutela ambientale e giustizia sociale. In sintesi, un’economia di vita contrapposta a quella di morte. L’obiettivo è stimolare politiche pubbliche e strategie aziendali che mettano la persona al centro e misurino il progresso con indicatori di benessere diffuso, non solo di reddito.

Per i promotori, il documento rappresenta il punto di partenza di un percorso permanente di confronto internazionale, con Assisi come base operativa. “Assisi non è solo un luogo simbolico – ha concluso Vigliarolo – ma il punto da cui rilanciare una visione di fraternità capace di ispirare la politica economica mondiale”.

Da Assisi al futuro

Nel bilancio finale, la conferenza ha registrato oltre duecento partecipanti, in presenza e online. Un segnale che il tema del nuovo umanesimo economico è destinato a crescere. Il messaggio che arriva dall’Umbria è chiaro: la prosperità non può più essere misurata solo in cifre, ma nella capacità di costruire comunità inclusive, rispettose delle persone e dell’ambiente.

Da questo primo appuntamento nasce una rete internazionale di ricerca e cooperazione che, nei prossimi due anni, svilupperà programmi di studio, formazione e divulgazione dedicati ai sistemi economici fondati sui diritti umani. È una sfida culturale e civile che trova in Assisi – e nel cuore verde d’Italia – la sua voce più autentica e la sua energia più profonda. 

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