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Acea chiude i primi nove mesi dell'anno con un utile netto in crescita del 4%

- di: Daniele Minuti
 
Acea chiude i primi nove mesi dell'anno con un utile netto in crescita del 4%
Acea chiude i primi nove mesi del 2022 registrando un utile netto di gruppo pari a 257,4 milioni di euro, dato in crescita di 4 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Come spiegato dalla nota ufficiale, tale risultato è legato al positivo effetto dell'iscrizione della plusvalenza relativa alla cessione di una quota di maggioranza degli asset fotovoltaici pari a 18,8 milioni di euro oltre che alla premialità tecnica relativa al settore idrico, calcolabile in 18 milioni di euro. L'effetto negativo dovuto al contributo solidaristico straordinario calcolato fra le imposte nel periodo analizzato ammonta a 25,7 milioni di euro.

Acea chiude i primi nove mesi del 2022 con un utile in crescita del 4%

In questi primi nove mesi dell'anno, i ricavi consolidati ammontano a 3.793,8 milioni di euro, risultato in forte aumento su base annua (+37,2 punti percentuali) mentre l'EBITDA consolidato sale di oltre 72 milioni di euro su base annua, arrivando a 1.002,3 milioni di euro, per una crescita di 7,8 punti percentuali.

Migliora anche il dato dell'EBIT, che sale del 5,4% arrivando a 484,7 milioni di euro: l'incremento del margine, spiega il comunicato, riflette l'ottimo andamento della gestione operativa, compensato in parte dall'aumento di 10,3 punti percentuali degli ammortamenti.

Scendono gli oneri finanziari netti, calando di 4,3 milioni di euro fino a 58,5 milioni di euro, col costo globale medio "all in" del debito di Gruppo che è a quota 1,41% (dato stabile dall'inizio dell'anno).
Cresce di 405 milioni di euro l'indebitamento finanziario del gruppo dall'inizio del 2022, arrivando a 4.393 milioni di euro

Numeri soddisfacenti per il Gruppo che porta Acea a confermare la Guidance per il resto dell'anno a livello di EBITDA e volume investimenti, con una revisione però sull'indebitamento finanziario netto: la salita dell'EBITDA è inclusa fra il 4% e il 6%, gli investimenti si mantengono stabili mentre l'indebitamento è adesso compreso fra i 4,4 miliardi di euro e i 4,5 miliardi di euro, partendo dall'intervallo fra 4,2 miliardi di euro e 4,3 miliardi di euro della precedente Guidance.
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