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Abi, Patuelli: "Occorre più etica, diritti senza doveri portano al disordine"

- di: Barbara Bizzarri
 
Abi, Patuelli: 'Occorre più etica, diritti senza doveri portano al disordine'
“Occorre più etica. L’etica si dà troppo spesso per scontata. I codici etici sono stati introdotti e sono un passo avanti di codificazione, di educazione, di consapevolezza e di vigilanza. Sono stati introdotti soprattutto nell’ambito bancario molti livelli di controllo, controlli di controlli. Si tratta di passaggi utili, ma la matrice culturale e storica dell’approccio etico ha bisogno di maggiore approfondimento. Occorre una più convinta consapevolezza della prevalenza dei principi costituzionali nel viver civile, un orizzonte con una concezione dello Stato come garante attivo di tutte le libertà, civili, economiche sociali, ambientali, dei doveri e dei diritti. I doveri formano il cittadino mentre i diritti, da soli, portano al disordine. L’economia, se sottratta alla influenza direttrice del diritto e della morale, se disgiunta dai principi, porterebbe all’egoismo. L’etica deve prevalere anche sul diritto. Anche quando un’operazione economica è giuridicamente lecita, se essa contrasta con l’etica, questa non deve essere conclusa. Infatti, il minimo dell’etica è la legalità, l’applicazione di tutte le norme di qualsiasi natura. L’etica può responsabilmente convincere le persone ad essere più scrupolose di quanto dispongano le norme”: è quanto affermato da Antonio Patuelli nella sua Lectio Magistralis in occasione della cerimonia di inaugurazione Dies academicus 2023-2024 presso l’Università Cattolica di Brescia.

Abi, Patuelli: "Occorre più etica, diritti senza doveri portano al disordine"

La Lectio del presidente dell’Abi ha spaziato dalla storia dei principi etici nella finanza, alla recente congiuntura macroeconomica, alla situazione della politica monetaria, le banche, il risparmio, sino all’intelligenza artificiale, su cui Patuelli nutre delle riserve, per poi approdare all’Unione Europea: “La crescita delle Istituzioni europee non ha realizzato sempre successi: uno dei principali è indubbiamente l’elezione popolare diretta del Parlamento europeo dal 1979. Ma poi ha avuto, invece, esito sfortunato il fondamentale progetto di realizzare una Costituzione europea, basata su un Trattato che venne solennemente firmato a Roma, in Campidoglio, nel 2004, ma non venne poi ratificato dai referendum indetti in Francia e nei Paesi Bassi”.

E ha continuato: “Anche dopo il naufragio di quell’ambizioso progetto, l’Europa reagì ed imboccò ulteriormente la via della crescita economica: le crisi finanziarie internazionali, acuitesi nel 2007-2008, convinsero la gran parte degli europei a costruire l’Unione bancaria, innanzitutto per rafforzare l’integrazione di quelli che erano allora i sistemi bancari nei vari Stati d’Europa, con l’istituzione dell’Eba, l’Autorità che emana le regole bancarie per tutta l’Unione europea, e con un meccanismo di Vigilanza unico sulle banche dell’area dell’Euro, realizzato da un apposito organismo della BCE, con la collaborazione delle Vigilanze dei Paesi membri e con complesse regole, certamente da rivedere, per affrontare crisi bancarie. Del progetto di Unione bancaria non è stato realizzato il “terzo pilastro” riguardante la garanzia europea sui depositi nelle banche che tuttora grava sui sistemi nazionali costituiti dalle banche”.

Il presidente ha anche commentato i conflitti che infuocano Europa e Medio Oriente, sottolineando che “i crudeli conflitti in Ucraina e nel vicino Oriente colpiscono duramente i principi fondamentali della dignità umana. Gli aspetti umanitari sono i più gravemente violati, ma, dopo di essi, non vanno sottovalutati i rischi per l’economia. Questi conflitti, oltre alle inammissibili violenze, portano anche a crescite di costi energetici e a ulteriori spinte inflazionistiche” e ha concluso invitando a seguire “l’alto esempio di banchieri come Mattioli, rifiutando il cinismo, l’avidità, l’economia priva di etica, l’assenza di memoria, anteponendo i principi, impegnati in doveri non evanescenti e per una moralità non accomodante”.

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