Dalla pagina al cuore di tre generazioni: a Bologna si festeggiano i 50 anni della Pimpa
- di: Giulia Caiola

C'è un personaggio che ha abitato l’infanzia di intere generazioni, con la grazia disarmante della semplicità e la forza radicale della fantasia: è la Pimpa, la celebre cagnolina bianca a pois rossi creata da Francesco Tullio Altan nel 1975. A cinquant’anni esatti dalla sua nascita, Bologna – la città che più di ogni altra ha creduto nell’editoria per l’infanzia – le dedica una mostra e un ricco calendario di eventi per celebrarne la storia, la potenza narrativa e la sorprendente attualità.
Dalla pagina al cuore di tre generazioni: a Bologna si festeggiano i 50 anni della Pimpa
Dal 30 marzo al 24 maggio 2025, la Biblioteca Salaborsa ospita la mostra "Buon compleanno Pimpa", pensata come un viaggio immersivo nel mondo della cagnolina più amata d’Italia. L’allestimento, curato con grande attenzione anche per i visitatori più piccoli, è suddiviso in tre sezioni: la prima racconta l’origine del personaggio, la seconda propone una selezione di tavole originali e materiali d’archivio, mentre la terza – chiamata “Pimpa off” – riflette sul fenomeno culturale Pimpa, diventato negli anni simbolo trasversale di inclusività, dolcezza e apertura al mondo.
Non è una mostra da guardare soltanto: qui si entra letteralmente nella casa della Pimpa, si leggono i suoi libri, si ascoltano le sue storie, si guardano i cartoni animati. Un’esperienza sensoriale e affettiva, in cui il confine tra narrazione e memoria personale si fa sottile. È un invito a tornare bambini – ma anche a far pace con quella parte di noi che bambino lo è ancora.
Un personaggio popolare ma mai banale
Nel pomeriggio inaugurale del 30 marzo, il Cinema Modernissimo proietterà alcuni episodi animati della Pimpa, in una doppia fascia (ore 16:00 e 18:00), e poi sarà la volta dell’incontro con Francesco Tullio Altan, accompagnato da un gruppo di autori e illustratori contemporanei – tra cui Ratigher, Noemi Vola, Maicol & Mirco – per ragionare sul lascito creativo della Pimpa e sulla sua capacità di parlare al presente.
Perché se è vero che la Pimpa nasce nei tardi anni Settanta come striscia a fumetti per Corriere dei Piccoli, il suo universo non ha mai smesso di evolversi. Non ha mai alzato muri. Non ha mai ceduto all’iperrealismo o alla violenza emotiva. Ha continuato a raccontare un mondo dove la diversità è ricchezza, dove si può parlare con una nuvola o con un frigorifero, dove la libertà è nella relazione con l’altro e nella cura delle piccole cose.
Due nuove pubblicazioni per celebrare i cinquant’anni
Per l’occasione, Franco Cosimo Panini Editore – storico editore della Pimpa – pubblicherà due volumi speciali. Il primo, “Arriva la Pimpa”, è una riedizione del libro uscito nel 1983, che raccoglie le prime avventure della cagnolina con Armando. Il secondo, “Pimpa. 50 storie a fumetti”, è una selezione curata e affettuosa delle migliori storie uscite negli ultimi decenni: un’antologia pensata tanto per i nostalgici quanto per i nuovi lettori.
Pimpa come icona pop e politica dell’infanzia
Oggi la Pimpa non è solo un personaggio per bambini. È diventata un archetipo gentile, un'icona generazionale, un simbolo citato anche dalla GenZ. In un mondo che spesso premia la competitività e l’omologazione, la Pimpa – con il suo sguardo incantato e la sua logica surreale – è un manifesto di resistenza tenera. Di bellezza non aggressiva. Di infanzia come luogo da abitare, e non solo da superare.
In questo senso, la mostra bolognese va oltre il tributo celebrativo: è un’occasione per riscoprire il valore politico, pedagogico e culturale del racconto illustrato. Perché la Pimpa, come ha scritto qualcuno, è uno dei pochi personaggi che non invecchiano. Cresce con noi. E ci ricorda, sempre, come si guarda il mondo con occhi nuovi.