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Wall Street ferma, Asia nervosa: oro forte e Mumbai in calo

- di: Matteo Borrelli
 
Wall Street ferma, Asia nervosa: oro forte e Mumbai in calo
Geopolitica e dazi agitano i listini, il dollaro arretra e i beni rifugio restano sotto i riflettori: ecco la mappa completa di borse, valute e materie prime.

Wall Street “ieri sera”: attenzione, c’era il buio in sala

Se per “ieri sera” intendiamo la seduta di lunedì 19 gennaio 2026, a New York non c’è stata alcuna campanella: Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Jr. Day. L’ultima fotografia ufficiale, dunque, resta quella di venerdì 16 gennaio, quando gli indici hanno chiuso quasi immobili alla vigilia del lungo weekend.

Chiusura Wall Street (venerdì 16 gennaio 2026)

  • Dow Jones: 49.359,33 (-0,17%)
  • S&P 500: 6.940,01 (-0,06%)
  • Nasdaq: 23.515,39 (-0,06%)

Il mercato ha archiviato la settimana in lieve calo, con la stagione delle trimestrali appena partita e il tema tassi sempre sullo sfondo. In una frase, il mood è stato riassunto così: "Restare vicini a 7.000 sull’S&P 500, due settimane dentro l’anno, per molti è già una vittoria" .

Asia: aperture caute, chiusure in ordine sparso (Mumbai inclusa)

In Asia il filo conduttore è stato uno solo: nervosismo. Tra tensioni geopolitiche e nuove minacce tariffarie, i listini hanno oscillato tra prese di profitto e difesa. Le aperture sono state prudenti, con Hong Kong e Cina in lieve flessione, Seoul in tenuta e Sydney in calo. In India, partenza quasi piatta prima di una seduta poi virata al ribasso.

Aperture/prime battute in Asia (indicazioni di mercato)

  • Hang Seng (Hong Kong): area 26.552
  • Shanghai Composite: area 4.101
  • Kospi (Seul): area 4.921
  • S&P/ASX 200 (Sydney): area 8.818
  • Mumbai (avvio): Sensex 83.204; Nifty 25.573

Il “perché” lo ha sintetizzato un commento circolato tra sale operative e report: "È una seduta da cintura allacciata: la geopolitica fa prezzo e i risk asset non hanno voglia di correre" .

Chiusura borse asiatiche (martedì 20 gennaio 2026)

  • Tokyo (Nikkei 225): 52.995 (in calo)
  • Cina (Shanghai Composite): 4.104 (-0,24%)
  • Hong Kong (Hang Seng): 26.627,02
  • Corea del Sud (Kospi): 4.869,63 (in calo)
  • Australia (S&P/ASX 200): 8.819,10 (in calo)
  • India (BSE Sensex): 82.972,55 (-0,33%)
  • India (Nifty 50): 25.487,15 (-0,38%)

A Mumbai a pesare è stato soprattutto il comparto IT, con trimestrali a macchia di leopardo e il tema flussi (vendite estere) tornato protagonista. Il risultato: indici ai minimi di oltre due mesi e una seduta più “difensiva” che direzionale.

Valute: dollaro in retromarcia, euro in vetrina

Sul mercato FX il segnale più leggibile è stato il raffreddamento del biglietto verde. In Asia il dollaro ha esteso le perdite, mentre l’euro ha guadagnato spazio: un mix di geopolitica, avversione al rischio e rotazione verso asset rifugio.

Snapshot valute

  • Dollar Index (DXY): 98,891 (in calo)
  • EUR/USD: 1,1658
  • GBP/USD: 1,3437

Tradotto: più che un “buy euro”, è un classico “sell uncertainty”. E quando l’incertezza sale, la liquidità sceglie spesso i canali più larghi e più rapidi.

Materie prime: petrolio in rialzo, gas ballerino, oro stellare

Energia

  • Brent: 64,13 $/barile
  • WTI: 59,69 $/barile
  • Gas USA (Henry Hub): 3,57 $/MMBtu
  • Gas Europa (TTF front-month): 33,90 €/MWh (in flessione intraday)

Il petrolio ha trovato sostegno in un dollaro più debole e in un sentiment che resta reattivo a qualunque scintilla geopolitica. Sul gas europeo, invece, il copione è più “meteo & tecnica”: temperature e posizionamenti muovono i prezzi più delle dichiarazioni.

Metalli preziosi

  • Oro spot: 4.675,32 $/oncia (vicino ai massimi storici)

L’oro resta il grande protagonista: non serve un rally delle azioni per farlo brillare, gli basta un aumento del “premio incertezza”. Un trader lo ha riassunto così: "Quando il rischio diventa politico, l’oro non chiede permesso: si prende la scena" .

Cosa guardano ora i mercati

Il rientro di Wall Street dopo la pausa festiva riaccenderà la partita su due fronti: trimestrali e inflazione. In parallelo, l’Asia continuerà a prezzare (anche troppo in fretta) ogni sviluppo su dazi, alleanze e negoziati. Morale: volatilità pronta a tornare “di moda”.

  • USA: stagione utili in accelerazione e dati macro chiave nei prossimi giorni.
  • FX: attenzione al dollaro, tornato sensibile al rischio geopolitico.
  • Commodities: petrolio sostenuto dal cambio, oro ancora “termometro” della fiducia globale.
  • India: flussi esteri e risultati societari restano l’ago della bilancia. 
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