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Fed preoccupata per l’inflazione: riflettori su impatto dazi di Trump

- di: Matteo Borrelli
 
Fed preoccupata per l’inflazione: riflettori su impatto dazi di Trump

Nei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve emergono crescenti preoccupazioni per l’impatto inflazionistico delle politiche commerciali annunciate dal presidente eletto Donald Trump. I membri del Comitato di politica monetaria (FOMC) sottolineano come i dazi annunciati da Trump potranno esercitare pressioni al rialzo sui prezzi, alimentando le incertezze sull’economia statunitense.

L’analisi dei verbali
Dai documenti, pubblicati ieri, si legge che molti membri della Fed hanno espresso il timore che l’effetto combinato delle tariffe imposte su beni provenienti dalla Cina e su altre importazioni possa avere un impatto significativo sui costi di produzione. "I dazi non solo aumentano i costi per le imprese, ma finiscono per gravare sui consumatori finali," si legge in un passaggio del verbale.
Secondo Mary Daly, presidente della Federal Reserve Bank di San Francisco, "le tariffe hanno creato un ambiente in cui le imprese sono costrette a trasferire i costi sui consumatori, generando un effetto domino che amplifica le pressioni inflazionistiche."

Effetti sui mercati
La pubblicazione dei verbali ha avuto un impatto marginale sui mercati. Wall Street ha chiuso poco mossa: l’indice S&P 500 ha segnato un lieve rialzo dello 0,2%, mentre il Nasdaq ha registrato una flessione dello 0,1%. Gli investitori restano in attesa di ulteriori indicazioni sulla traiettoria della politica monetaria, con particolare attenzione alle prossime mosse della Fed per contrastare l’inflazione.
Nel frattempo, il settore tecnologico ha subito un colpo a seguito delle dichiarazioni di Jensen Huang, CEO di Nvidia, che ha ridimensionato le aspettative sui progressi dell’informatica quantistica. Le sue parole hanno portato Rigetti Computing a perdere il 45,4% in una sola giornata.

Una visione più ampia
Gli effetti delle tariffe si inseriscono in un contesto economico già complesso, segnato da tassi di interesse elevati e un rallentamento della crescita globale. "Il rischio di stagflazione non può essere ignorato," ha avvertito Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta.
Secondo un’analisi del Peterson Institute for International Economics, le tariffe imposte durante lamministrazione Trump hanno aggiunto circa 1 punto percentuale al tasso d’inflazione annuale negli Stati Uniti. Questa stima evidenzia come la politica commerciale possa avere conseguenze macroeconomiche significative.

Prospettive future
Nonostante i timori espressi, il presidente della Fed, Jerome Powell (nella foto), ha ribadito che l’obiettivo principale resta quello di riportare l’inflazione al target del 2%. "La Fed è pronta a intervenire con tutti gli strumenti necessari per garantire la stabilità economica," ha dichiarato Powell in una recente conferenza stampa.

Conclusione
La pubblicazione dei verbali della Fed rappresenta un importante richiamo all’attenzione sull’impatto delle politiche commerciali sull’economia statunitense. Con l’inflazione ancora sopra il target, la strada verso la stabilità economica appare lunga e complessa. Gli investitori e gli osservatori economici attendono con ansia le prossime mosse della Fed e un possibile riorientamento delle politiche commerciali.


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