Usa: la lotta alla corruzione fa prepotente ingresso nell'agenda di Biden

- di: Brian Green
 
Non solo ambiente, armi, immigrazione e sostegno alle famiglie: nell'agenda del presidente americano Joe Biden c'è anche, argomento non molto pubblicizzato, la lotta alla corruzione, che sta diventando un fattore determinante per la sicurezza nazionale. Tanto che il presidente ha emanato una direttiva secondo cui la Casa Bianca favorirà la collaborazione tra le agenzie governative su questioni come la cleptocrazia e la finanza illecita.

Una nota pubblicata dall'Amministrazione ha dato il via a un processo ci collaborazione tra agenzie, in cui una serie di dipartimenti e agenzie riferiranno alla Casa Bianca, nel termine di 200 giorni, come possono rafforzare i loro sforzi per combattere la corruzione. La mossa potrebbe avere ampie implicazioni per diversi programmi anticorruzione, inclusa l'applicazione da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di una legge anti-corruzione estera. Questo nuovo processo potrebbe avere anche delle implicazioni per la politica internazionale degli Stati Uniti.
In effetti, la Casa Bianca ha già adottato misure per rafforzare il suo impegno contro la corruzione. Come le misure per attuare il Corporate Transparency Act, una legge approvata dal Congresso all'inizio di quest'anno che riforma le leggi statunitensi contro il riciclaggio di denaro.

Nello scorso aprile, poi, a poche settimane dal suo insediamento, la nuova Amministrazione ha dichiarato che cercherà di aumentare il budget del Financial Crimes Enforcement Network del Tesoro (il FinCEN), che sta costruendo il nuovo database. L'amministrazione ha richiesto ulteriori 64 milioni di dollari per FinCEN, cioè un aumento del 50% rispetto al suo budget attuale.
Il Tesoro, inoltre, adotterà ulteriori misure per fermare l'acquisto di immobili negli Stati Uniti con i proventi della corruzione.
Per decenni gli Stati Uniti hanno intensificato l'applicazione del Foreign Corrupt Practices Act (FCPA), che vieta alle aziende di pagare tangenti a funzionari governativi stranieri. La nuova spinta anticorruzione dell'amministrazione Biden potrebbe alzare l'attenzione dei pubblici ministeri federali su corruzione e concussione. Il memorandum dell'Amministrazione chiede al Dipartimento di Giustizia e ad altre agenzie federali di stabilire nuovi programmi, se necessario, e di aumentare il personale e le risorse volti a contrastare la corruzione sia negli Stati Uniti che all'estero.

L'FCPA si concentra in particolare sulla corruzione sul lato dell'offerta, ovvero le aziende e gli individui che offrono tangenti. Ma i pubblici ministeri negli ultimi anni hanno utilizzato le leggi sul riciclaggio di denaro e altri statuti federali per perseguire i funzionari pubblici stranieri che accettano tangenti da aziende e riciclano i proventi attraverso gli Stati Uniti. Nel 2010, il Dipartimento di Giustizia ha lanciato la Kleptocracy Asset Recovery Initiative, un programma in base al quale i pubblici ministeri utilizzano lo strumento della confisca per sequestrare e recuperare i proventi della corruzione straniera. Insomma, una inversione nel corso della persecuzioni di questo tipo di reati che, oltre a funzionari pubblici corrotti, potrebbe ora interessare banche, agenti immobiliari, avvocati e commercialisti che facilitano queste transazioni, anche se non consapevolmente.
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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2024
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