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USA 2020: Facebook e Instagram bloccano milioni di annunci

- di: Brian Green
 
Quanto accaduto in occasione dell'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, nel 2016, con una marea di false informazioni (in favore del tycoon) veicolate sui social media, non deve più ripetersi. Per questo Facebook e Instagram hanno respinto più di due milioni di annunci e rimossi altri 120 mila con il sospetto che, con la loro pubblicazione, si volesse ostacolare l'affluenza alle urne in occasione delle presidenziali di novembre.

A rivelarlo, in una intervista al settimanale francese Journal du dimanche, è stato il vicepresidente di Facebook, Nick Clegg, responsabile del settore per gli affari pubblici e la comunicazione della società americana. Lo stesso Clegg ha fornito un'altra informazione che spiega molto sulle strategie adottate dai due social: sono stati postati allarmi su 150 milioni di informazioni ritenute false da media indipendenti.

È noto che da molti mesi Facebook sta intensificando i suoi sforzi per evitare che si ripeta la manipolazione nell'informazione accaduta nel 2016 - in occasione delle presidenziali americane, ma anche del referendum sull'uscita della Gan Bretagna dall'Unione europea - e che più fonti hanno attribuito alla Russia. Lo sforzo speso da Facebook per evitare distorsioni delle informazioni è massiccio.

Ancora Nick Clegg: ''Trentacinquemila dipendenti si occupano della sicurezza delle nostre piattaforme e contribuiscono al corretto svolgimento delle elezioni. Abbiamo stabilito partnership con 70 media specializzati nella verifica delle informazioni''. I social stanno facendo massiccio ricorso alle opportunità dell'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, che, rileva lo stesso Clegg, hanno consentito a Facebook l'eliminazione di milioni di post e account falsi, anche prima che venissero segnalati dagli utenti di Internet.

Facebook, poi, memorizzando tutti gli annunci e le informazioni, ne controlla finanziamento e provenienza per un periodo di sette anni, per garantire la necessaria trasparenza. Una informazione, fornita da Clegg, merita attenzione: nel 2016 Facebook non aveva né identificato, né cancellato una singola rete straniera che interferiva nelle elezioni. ''Tra marzo e settembre di quest'anno - rivela ora -, abbiamo rimosso 30 reti dannose in tutto il mondo, alcune delle quali mirate agli Stati Uniti''.

Ai primi di ottobre, Facebook aveva rimosso più di 300 account e pagine, attivi su Fb e Instagram, dopo avere accertato un legame con la società di marketing Rally Forge, che lavora per Turning Point USA, un'organizzazione che mira a mobilitare gli studenti attorno a Donald Trump, soprattutto negli Stati in cui il risultato elettorale è in bilico.
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