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Trump denuncia Facebook: "Discrimina i lavoratori statunitensi"

- di: Daniele Minuti
 
Chi pensava che questi ultimi mesi del mandato presidenziale di Donald Trump, prima di passare il testimone al suo successore nella Casa Bianca il prossimo gennaio, sarebbero stati avari delle sue mosse "a sorpresa" rimarranno amaramente delusi.

Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal infatti, l'amministrazione del Presidente degli Stati Uniti avrebbe fatto causa a Facebook con l'accusa di discriminazione nei confronti dei lavoratori americani e di favoreggiamento verso quelli stranieri. Secondo la teoria del Dipartimento di Giustizia, il famoso social network avrebbe operato negli ultimi due anni riservando in maniera illegale posti di lavoro maggiormente retribuiti agli stranieri, nell'ambito delle campagne portate avanti per sponsorizzare le loro residenze permanenti nel paese.

Il documento che contiene la causa spiega come la società creata e condotta da Mark Zuckerberg avrebbe messo in palio 2.600 posti di lavoro nel periodo fra il 2018 e il 2019, tutte quante poi occupate da stranieri che possedevano il visto di lavoro H-1B, cioè quello che viene assegnato ai professionisti con alte qualifiche nel loro campo. Questa finestra temporale coincide con quella in cui Facebook portava avanti una campagna proprio a favore di questo tipo di lavoratori, che lavorando avrebbero ottenuto la green card.

Aver scelto appositamente questi profili andrebbe contro la legge statunitense, che impone alle aziende di dimostrare che per i posti di lavoro occupati non fossero stati individuati professionisti altrettanto qualificati ma americani. Questo paletto sarebbe stato aggirato senza pubblicizzare attivamente le posizioni aperte ma contattando direttamente i candidati in questione.

Si attendono le conferme ufficiali sull'ultima mossa di Donald Trump, che a circa un mese dalla "staffetta" presidenziale con Joe Biden ha messo nel mirino Facebook. Forse nel tentativo di recuperare un po' di credito agli occhi dei suoi votanti, dopo i diversi ricorsi persi che avevano come obiettivo il minare il risultato delle elezioni perse a novembre.
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