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Treu (Cnel): "Recovery, bene il lavoro del Governo ma serve confronto con parti sociali"

- di: Giuseppe Castellini
 
Treu (Cnel): 'Recovery, bene il lavoro del Governo ma serve confronto con parti sociali'
“Per la quantità delle risorse che movimenta e per la centralità dei settori della vita nazionale sui quali intende produrre effetti, il Piano avrebbe dovuto richiedere un confronto intenso e durevole e uno sforzo corale, un dialogo aperto e costruttivo con tutte le forze produttive del Paese durante le diverse fasi della messa a punto. Come richiesto dalla risoluzione 693 del 25 febbraio 2021 del Cese, il Comitato economico e sociale europeo, l’organismo omologo del Cnel per la Ue, l’elemento portante per l’elaborazione e la valutazione dei Piani nazionali è costituito dalla partecipazione delle parti sociali: ogni Stato membro deve illustrare non solo il loro grado di coinvolgimento, ma anche come ogni Stato ha utilizzato i contributi di tutti gli attori interessati alle misure e agli ambiti del Pnrr”.

Ad affermarlo è il presidente del Cnel, Tiziano Treu, riportando i contenuti del Parere del Cnel sul Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

“Il documento presentato dal Governo contiene misure complete e coerenti con un adeguato livello di dettaglio degli interventi programmati: si tratta di un documento che appare finalmente dotato di visione
- si legge nel parere Cnel - Rispetto alla prima bozza esaminata in settembre, seguita in gennaio da una versione che appariva carente soprattutto nella quantificazione degli interventi, nel dettaglio dei progetti, nella pianificazione delle azioni, si registra in questa sede un netto cambiamento di impostazione. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio piano quinquennale, senza dubbio il migliore documento di programmazione dagli anni 2000”.

Il Presidente Treu segnala che si tratta di un documento di programmazione che coinvolgerà almeno due legislature, con una rilevanza intergenerazionale sia per la quantità di risorse e per il loro dispiegamento temporale sia per gli effetti che produrrà in termini di accumulazione di debito: “Esistono dunque fondamentali ragioni che rendono indispensabile ricorrere allo strumento della partecipazione, per assicurare la più ampia assunzione di responsabilità delle scelte e la più rigorosa finalizzazione delle risorse. Inoltre, nel percorso di monitoraggio degli investimenti si rivela molto utile, oltre che opportuna, una lettura Bes, dal momento che tutto il Piano è costruito sui due assi portanti della sostenibilità e dell’inclusione. L’utilizzo delle risorse del Pnrr deve consentire il recupero di tassi di crescita che assicurino la sostenibilità anche nel medio periodo del debito pubblico e, che permettono, in prospettiva, di mettere il rapporto debito/PIL su un sentiero credibile di riduzione”.

Scuola e formazione professionale. Il Cnel individua da tempo nella scuola e nella formazione professionale lo strumento di crescita, inclusione e coesione sociale, con il necessario coinvolgimento delle Regioni sulla formazione professionale.

Sulla Pubblica amministrazione, infine, “deve essere messa in condizione di superare tre fattori che da decenni ne indeboliscono l’efficacia e l’efficienza: 1) l’assenza di ricambio generazionale, dovuto sia al decennale blocco del turnover che all’esistenza di meccanismi di accesso e selezione vetusti e complessi, ha prodotto come effetto l’invecchiamento e la riduzione dello stock della forza lavoro, l’inadeguatezza delle competenze; 2) lo scarso investimento sul capitale umano, che è la vera forza trainante della macchina amministrativa e che è stato ‘ingessato’ negli anni in un sistema di formazione episodico e in progressioni di carriera incentrate sull’anzianità di servizio; 3) la continua stratificazione normativa, accompagnata da un ridotto tasso di digitalizzazione degli uffici delle Amministrazioni centrali e locali”.

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