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Tokyo, il Nikkei scivola dopo il nuovo record oltre i 44mila punti

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Tokyo, il Nikkei scivola dopo il nuovo record oltre i 44mila punti

Dopo tre sedute consecutive di rialzi, la Borsa di Tokyo ha chiuso oggi in calo. L’indice Nikkei 225 ha perso lo 0,42%, fermandosi a quota 43.459,29 punti, nonostante durante la mattinata avesse superato per la prima volta nella storia la soglia dei 44.000 punti. Il passo indietro non sorprende gli analisti: la pressione dei realizzi, dopo giorni di guadagni sostenuti, ha spinto i trader a monetizzare le posizioni in utile.

Tokyo, il Nikkei scivola dopo il nuovo record oltre i 44mila punti

Il superamento della soglia psicologica dei 44mila punti ha innescato una fase di euforia che ha attirato nuovi capitali, soprattutto esteri. Tuttavia, nella parte finale della seduta sono scattati i realizzi. Gli operatori ricordano che fasi di correzione dopo record storici sono fisiologiche e, anzi, rappresentano un momento di consolidamento per i mercati azionari. Nonostante il calo, il Nikkei mantiene un bilancio positivo da inizio anno, con una crescita a doppia cifra che lo conferma tra gli indici più dinamici a livello globale.

Le attese sulla Federal Reserve
Uno dei motori principali del rally giapponese resta la politica monetaria americana. Gli investitori scommettono su un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a metà settembre, dopo mesi di segnali contrastanti sull’inflazione statunitense. L’eventuale allentamento della politica restrittiva della Fed spingerebbe i mercati globali, sostenendo la propensione al rischio e rendendo più attraenti gli asset azionari rispetto a quelli obbligazionari.

Il ruolo dello yen debole
Un altro fattore cruciale è il cambio. Lo yen giapponese resta debole rispetto al dollaro e all’euro, circostanza che favorisce le esportazioni nipponiche e quindi i profitti delle multinazionali quotate a Tokyo. Le aziende del comparto automobilistico ed elettronico, da Toyota a Sony, beneficiano di ricavi esteri che, una volta convertiti in yen, risultano più elevati. Tuttavia, il rovescio della medaglia è l’aumento dei costi di importazione per energia e materie prime, un nodo che pesa sui consumatori e sulle piccole imprese.

La politica della Bank of Japan
La Bank of Japan (BoJ) continua a mantenere una politica monetaria ultra-accomodante, nonostante le pressioni inflazionistiche abbiano superato il target del 2%. La scelta di proseguire con tassi bassissimi sostiene il credito e la liquidità sui mercati, alimentando la corsa del Nikkei. Alcuni analisti, tuttavia, avvertono che una normalizzazione troppo lenta potrebbe creare squilibri, soprattutto se lo yen dovesse indebolirsi ulteriormente.

Il confronto con i mercati occidentali
Rispetto a Wall Street e alle piazze europee, Tokyo si distingue per la forza del suo indice principale. Mentre l’S&P 500 americano e il Dax tedesco hanno registrato correzioni più evidenti nelle ultime settimane, il Nikkei ha continuato a macinare record. Questa resilienza è dovuta in parte all’afflusso di capitali esteri attratti dalla combinazione di yen debole, politica monetaria accomodante e solidi profitti aziendali. Gli investitori globali, alla ricerca di diversificazione, hanno visto nel Giappone una destinazione alternativa ai mercati occidentali più maturi.

Le prospettive
Il calo odierno dello 0,42% non sembra dunque intaccare la tendenza di fondo. Piuttosto, rappresenta una pausa tecnica in attesa di nuove indicazioni dalla Federal Reserve e dalla Bank of Japan. Molto dipenderà anche dall’evoluzione geopolitica in Asia e dal commercio internazionale, fattori che possono incidere sul cambio yen-dollaro e sulla competitività delle esportazioni nipponiche. Per Tokyo, che ha aggiornato più volte i massimi storici nel 2025, la sfida sarà mantenere la spinta senza alimentare squilibri eccessivi in un contesto di volatilità crescente.

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