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Dicono di noi - I ''furbi'' tassisti di Roma nel mirino della Cnbc: truffano migliaia di turisti

- di: Redazione
 
Dicono di noi - I ''furbi'' tassisti di Roma nel mirino della Cnbc: truffano migliaia di turisti
L'Italia culla della cultura e dell'arte spesso merita le prime pagine sui media internazionali. Ma qualche volta ne faremmo a meno, come nel caso del lungo articolo che la Cnbc, gigante globale dell'informazione finanziaria, ha riservato ad uno specifico settore della nostra società, i tassisti, in particolare quelli di Roma, eletti a rappresentare una categoria che, grazie a tante piccole (ma nemmeno tante) tattiche furbe ''truffano'' - il verbo usato è proprio questo - migliaia di turisti che arrivano nella città eterna ogni anno.

Dicono di noi - I ''furbi'' tassisti di Roma nel mirino della Cnbc: truffano migliaia di turisti

In un lungo articolo (la cui lettura forse sarebbe da consigliare al sindaco Gualtieri e all'assessore che si occupa di queste cose), il giornalista Clemente Tan racconta che, arrivato a Roma Termini, ha capito subito che ''qualcosa non andava, quando il tassametro indicava 10,50 euro mentre ci allontanavamo dalla stazione ferroviaria'', con il tassista che, ''mentre si districava nel traffico dell’ora di punta serale e digitava in un’app di traduzione sul suo cellulare'', spiegava che la tariffa iniziale includeva un sovrapprezzo per tutte le corse dalla stazione ferroviaria principale di Roma.

Affermazione che, per il giornalista, ''era al massimo una mezza verità e tutta la conferma di cui avevo bisogno per sapere che ero diventato una statistica, uno delle migliaia di turisti che ogni anno vengono truffati dai tassisti in Italia''.
Una affermazione non casuale, perché, si legge nell'articolo, ''secondo l’Azienda per il turismo di Roma , il tassametro avrebbe dovuto partire da 3 euro, come per tutte le corse tra le 6 e le 22 dei giorni feriali, con un euro in più per il secondo bagaglio''.
La disamina che Tan ha fatto del suo essere cliente di un taxi a Roma prosegue dicendo che la corsa di cinque chilometri, da Roma Termini a Trastevere, è lievitata fino a 24 euro, ''circa il doppio dell’importo suggerito da una ricerca su Google e da un’app di chiamata in taxi locale che ho scaricato freneticamente durante il viaggio. La preoccupazione riguarda sempre l’entità dei sovrapprezzi. Ma cosa fare, soprattutto da turista indifeso, chiuso nel retro di un’auto in una città straniera?''. Il giornalista di Cnbc, tra suggerimenti al turista medio e considerazioni, afferma alcune verità, come quella che ''la forza del sindacato e della lobby dei taxi in Italia ha fortemente ridotto la crescita delle app di ride-hailing come Uber. Ciò significa che Uber è disponibile solo nelle principali città come Roma e Milano, ma anche quelle hanno solo una flotta Uber Black limitata, il che significa anche prezzi generalmente più alti''.

Un consiglio che Tan dà è quello di ''imparare a riconoscere i taxi bianchi ufficiali e i vari stemmi della città e dove i tassisti affiggono le loro licenze di taxi e i numeri di immatricolazione dei veicoli''. Una accortezza che può dimostrarsi utile, oltre che ''risparmiosa'', soprattutto per i viaggi tra gli aeroporti e il centro città che di solito hanno un prezzo fisso, che molti furbi però aggirano con disinvoltura.
Un consiglio che il giornalista quindi ''regala'' è quello di ''evitare i taxi a meno che non sia assolutamente necessario. Per quanto mi riguarda, quella corsa in taxi da Roma Termini alla mia guest house si è rivelata la prima e l’ultima corsa in taxi che ho fatto durante la mia visita di una settimana a Roma. Alla fine ho pagato la cifra dubbia al tassametro perché ero esausto. Sono stato anche sollevato dal fatto che l’importo non fosse più alto. Il tassista si è offeso per la mia richiesta di ricevuta e per i miei tentativi di scattare una foto della sua patente di taxi e della targa del veicolo. Ha fermato il veicolo su una strada trafficata, è sceso e ha aperto la portiera posteriore, chiedendomi di scendere dal veicolo. Sono uscito con tutte le mie cose, pensando che mi stesse buttando fuori dal taxi. Ma mi ha impedito di aprire il bagagliaio per tirare fuori i bagagli, dicendomi attraverso l’app di traduzione di 'calmarmi' e di non agire in modo avventato. Alla fine mi ha riportato nel taxi e mi ha portato alla destinazione prevista, oltre il fiume Tevere''.
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