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Bonus rifiuti, sconto del 25% sulla TARI

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Bonus rifiuti, sconto del 25% sulla TARI

Un meccanismo atteso da anni entra finalmente in vigore: il bonus rifiuti, ossia lo sconto del 25% sulla tassa comunale TARI, destinato alle famiglie con redditi bassi. La misura, prevista già dal 2019 ma rimasta ferma nei cassetti della burocrazia, diventa realtà con il Dpcm del 21 gennaio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento stabilisce che lo sconto sia operativo retroattivamente dal 1° gennaio 2025, aprendo così la strada a un beneficio concreto per milioni di contribuenti.

Bonus rifiuti, sconto del 25% sulla TARI

Il bonus è destinato a nuclei con ISEE fino a 9.530 euro. La soglia sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. L’agevolazione riguarda una sola utenza domestica per nucleo familiare, anche se i componenti risiedono in immobili diversi. Una scelta precisa: concentrare le risorse sulle fasce realmente fragili, in un contesto in cui la TARI è spesso tra le voci di spesa più gravose.

Nessuna domanda da presentare
Il meccanismo è pensato per essere automatico. Non servono moduli, né domande da presentare al Comune. I dati vengono incrociati tra INPS, SGAte, gestori locali e Comuni, in modo da individuare direttamente i beneficiari. Il requisito essenziale resta però l’ISEE aggiornato: senza la Dichiarazione Sostitutiva Unica valida per il 2025, il sistema non potrà riconoscere la riduzione.

Come funziona lo sconto
Il taglio del 25% si applica sull’intero importo della TARI, sia sulla quota fissa che sulla variabile. Per molte famiglie questo significa un risparmio immediato, che potrà alleggerire bollette già pesanti. Lo sconto si aggiunge alle eventuali agevolazioni comunali già previste, diventando così una sorta di soglia minima nazionale di protezione.

Secondo le stime, circa quattro milioni di nuclei potranno accedere al bonus. Un numero che riflette l’impatto sociale della misura e la necessità di uniformare un panorama finora frammentato, in cui ogni Comune gestiva regole e riduzioni a modo suo.

Il finanziamento della misura
Gli oneri non graveranno sui bilanci dei Comuni. A coprire i costi sarà un meccanismo perequativo gestito da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. In concreto, una piccola quota verrà spalmata su tutte le utenze, domestiche e non domestiche, in modo da garantire l’equilibrio finanziario senza lasciare buchi nei conti degli enti locali.

I tempi di applicazione
ARERA ha approvato la delibera 355/2025/R/rif che fissa tempi e modalità operative. I Comuni e i gestori hanno fino a dodici mesi di transizione per adeguarsi pienamente. Dove le bollette TARI erano già state emesse prima dell’entrata in vigore del decreto, il beneficio potrà arrivare con il conguaglio successivo.

La regola è chiara: entro il 2026, tutti i soggetti aventi diritto dovranno ricevere lo sconto. I cittadini, da parte loro, possono solo verificare l’ISEE e controllare le comunicazioni locali, senza bisogno di avviare ulteriori pratiche.

Perché è una svolta

Per anni la TARI è stata percepita come una tassa difficile, con meccanismi poco trasparenti e costi crescenti. La nascita di un bonus nazionale uniforme e automatico cambia lo scenario. Non si tratta di un aiuto episodico, ma di una misura strutturale destinata a ridurre le disuguaglianze tra territori e a sostenere chi vive in condizioni di disagio economico.

Gli osservatori sottolineano anche un effetto indiretto: una maggiore fiducia nel sistema di gestione dei rifiuti. Se le famiglie più fragili non vengono schiacciate dal peso della tassa, aumenta anche la disponibilità a collaborare con i sistemi di raccolta differenziata, un tassello cruciale nelle politiche ambientali.

Cosa devono fare i cittadini
L’unico adempimento vero è l’ISEE aggiornato. Senza questo documento, il sistema non riconosce automaticamente il diritto. Il consiglio, dunque, è rivolgersi a CAF, patronati o direttamente al portale INPS per presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica e ottenere l’indicatore valido.

Il resto avviene senza burocrazia. Non servono file in Comune, non occorrono autocertificazioni. Una semplificazione che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire maggiore equità ed evitare che l’agevolazione resti sulla carta.

Una promessa mantenuta a metà
Il bonus rifiuti arriva dopo anni di rinvii. La sua attuazione colma un vuoto che aveva lasciato scoperti milioni di cittadini. Ma le modalità di finanziamento e l’impatto sui costi generali restano sotto osservazione. L’equilibrio tra tutela sociale e sostenibilità economica sarà il vero banco di prova.

Per ora, una certezza: dal 2025 la TARI diventa meno pesante per chi ha meno. Un passo che, almeno sulla carta, cambia la percezione di una tassa odiata, trasformandola in un terreno di giustizia sociale.

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