Aggiornamento del bilancio del disastro ferroviario: 39 vittime e 152 persone ferite. Soccorsi, ricoveri e indagini proseguono lungo la tratta vicino a Adamuz, in provincia di Cordova.
L’ultimo aggiornamento mette un punto ai conteggi che si sono rincorsi per ore: i morti del disastro ferroviario in Andalusia sono saliti a 39, mentre i feriti risultano 152. È il bilancio consolidato dopo le verifiche tra area dell’incidente, ospedali e centrali operative, mentre restano aperti i capitoli più duri: l’identificazione completa delle vittime, l’assistenza ai superstiti e la ricostruzione tecnica di ciò che è accaduto.
Lo schianto è avvenuto nei pressi di Adamuz. La dinamica descritta nelle ricostruzioni parla di un deragliamento che ha coinvolto due convogli, con vagoni finiti fuori sede e passeggeri rimasti intrappolati. Sul posto hanno lavorato senza sosta squadre di emergenza, vigili del fuoco e forze dell’ordine, con una corsa contro il tempo tra lamiere, buio e freddo.
Sul fronte sanitario, la pressione resta alta: secondo il quadro clinico riferito dalla tv pubblica Rtve, ci sono ancora 42 persone ricoverate, di cui 13 in terapia intensiva, mentre altre decine sono state dimesse dopo le prime cure. Il dato dei feriti (152) include sia i ricoverati sia chi è stato medicato e poi dimesso, a conferma di un impatto esteso e trasversale, dal trauma fisico a quello psicologico.
Nel frattempo, la politica segue minuto per minuto. Il ministro dei Trasporti Oscar Puente ha definito la vicenda anomala per contesto e portata, con una valutazione che sintetizza lo smarrimento di queste ore:
"È un incidente molto strano".
Una frase che, più che chiudere, apre: perché sulle linee ad alta capacità, dove tecnologia e procedure dovrebbero ridurre al minimo il rischio, un evento così devastante impone risposte puntuali.
I tecnici lavorano su più ipotesi e la priorità, adesso, è separare i fatti dalle supposizioni: condizioni dell’infrastruttura, scambi, segnalamento, componenti meccaniche, documentazione di manutenzione, comunicazioni di servizio. Anche per questo, nelle comunicazioni riportate dai media, viene sottolineato che l’errore umano sarebbe un’ipotesi debole in questa fase:
"È praticamente escluso".
Mentre si lavora sulle cause, resta la scena che nessun comunicato riesce davvero a raccontare: banchine trasformate in sale d’attesa emotive, telefoni stretti in mano, elenchi che scorrono, famiglie che cercano un nome. E poi la macchina dei soccorsi, che ha mobilitato ospedali e strutture di supporto lungo la provincia di Cordova, con assistenza psicologica e canali dedicati ai parenti.
Bilancio definitivo: 39 morti e 152 feriti. Da qui in poi cambiano i verbi: non più “aggiornare”, ma “accertare”. E soprattutto capire come sia potuto accadere.