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Risparmio in calo, consumi in crescita: l’Italia verso una ripresa più solida

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Risparmio in calo, consumi in crescita: l’Italia verso una ripresa più solida

Nel terzo trimestre 2024, l’economia italiana ha evidenziato segnali di consolidamento. Il deficit pubblico è sceso al -2,3% del Pil, un miglioramento significativo rispetto al -6,3% dello stesso periodo del 2023. Questo dato rappresenta un passo avanti cruciale per la sostenibilità finanziaria del Paese, reso possibile da una combinazione di politiche di contenimento della spesa e di un incremento delle entrate fiscali. Anche il saldo primario ha segnato un importante progresso, attestandosi all’1,7%, mentre il saldo corrente ha raggiunto l’1,9%, evidenziando un sistema di finanza pubblica più stabile e bilanciato.

Risparmio in calo, consumi in crescita: l’Italia verso una ripresa più solida

Le famiglie italiane stanno giocando un ruolo chiave nella ripresa economica. Il reddito disponibile lordo è aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, ma è la crescita della spesa per consumi finali (+1,6%) a fare la differenza. Questo slancio ha tuttavia comportato una flessione della propensione al risparmio, scesa al 9,2%. Nonostante ciò, il potere d’acquisto è in aumento (+0,4%), grazie a un contenuto incremento del deflatore implicito dei consumi (+0,2%).

“Le famiglie stanno ritrovando fiducia e questo si riflette nell’aumento della spesa, specie per beni di prima necessità e servizi. Tuttavia, c’è ancora cautela sugli investimenti a lungo termine, come l’acquisto di abitazioni o beni durevoli”, spiegano gli analisti. Il tasso di investimento delle famiglie è infatti calato al 9,0%, segnando una flessione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Imprese in stand-by: luci e ombre

Diversa la situazione per le società non finanziarie, che mostrano segnali di rallentamento. La quota di profitto è scesa al 42,4%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il valore aggiunto ha segnato un timido +0,7%, ma gli investimenti fissi lordi hanno registrato un -1,1%. Il tasso di investimento, pari al 21,7%, è diminuito di 0,4 punti, confermando una certa cautela da parte delle imprese.

“L’incertezza economica globale continua a influenzare le decisioni delle aziende, che preferiscono consolidare piuttosto che espandere. La pressione sui costi energetici e le tensioni geopolitiche giocano un ruolo fondamentale”, aggiungono gli esperti. Nonostante ciò, alcuni settori, come quello tecnologico e delle energie rinnovabili, stanno mostrando una resilienza maggiore rispetto ad altri.

Conti pubblici: un pilastro della ripresa

Le Amministrazioni Pubbliche hanno contribuito in modo determinante alla stabilizzazione dell’economia. Le uscite totali sono diminuite del 4,4%, mentre le entrate sono cresciute del 3,9%, portando l’incidenza sul Pil delle entrate totali al 44,9%. La riduzione delle spese in conto capitale (-47,8%) ha avuto un impatto significativo nel migliorare il saldo pubblico. Il governo ha inoltre puntato su un aumento delle imposte indirette (+6,9%) e dei contributi sociali (+5,9%), consolidando la base fiscale senza compromettere eccessivamente il potere d’acquisto delle famiglie.

Sfide e opportunità per il futuro

Nonostante i progressi, l’Italia si trova di fronte a importanti sfide. Il rilancio degli investimenti privati e il sostegno alle imprese restano fondamentali per garantire una crescita sostenibile. “Il Paese deve investire in settori strategici come la transizione energetica, la digitalizzazione e le infrastrutture, per creare un ambiente più favorevole all’innovazione e alla competitività”, sottolineano gli economisti.

Anche il contesto internazionale giocherà un ruolo decisivo: la stabilità dei mercati finanziari, l’andamento dei tassi di interesse e le politiche monetarie globali saranno fattori chiave. Nel breve termine, l’obiettivo sarà mantenere sotto controllo il debito pubblico, migliorando al contempo la capacità di attrarre investimenti esteri.

Il terzo trimestre del 2024 ha segnato un passo avanti importante per l’economia italiana. Il miglioramento dei conti pubblici e il sostegno dei consumi offrono segnali positivi, ma la strada per una ripresa solida e duratura richiede interventi mirati e una strategia di lungo periodo. Il governo sarà chiamato a sostenere le imprese, incentivare gli investimenti e promuovere una crescita inclusiva, in grado di far fronte alle sfide globali e garantire un futuro più stabile per il Paese.

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