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Lula risponde: parte la contromossa brasiliana ai dazi Usa

- di: Marta Giannoni
 
Lula risponde: parte la contromossa brasiliana ai dazi Usa
Lula risponde: parte la contromossa brasiliana ai dazi Usa
Il Brasile attiva la legge sulla reciprocità per reagire ai dazi al 50 %: strategia, tempi e scenari di un confronto internazionale con ritmo incalzante.

Brasilia risponde col sorriso da sfida, ma con rigore: Lula dà il via alla contromisura economica

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha autorizzato l’avvio di un’azione formale contro i dazi del 50 % imposti dagli Stati Uniti sui prodotti brasiliani all’inizio del mese. Questa mossa segna un salto di livello nella risposta del Brasile, passando dalla mera protesta diplomatico-istituzionale a una strategia legale-strutturata, fondata sulla nuova legge della reciprocità economica approvata ad aprile dal Parlamento brasiliano e firmata da Lula a luglio.

A coordinare il dossier saranno il ministero degli Esteri e la Camera di commercio (Camex), incaricati di redigere entro 30 giorni un rapporto tecnico sull’applicazione della legge. Successivamente un gruppo di lavoro identificherà settori, beni e servizi da sottoporre a eventuali misure di ritorsione. Il governo brasiliano ha già informato che gli Stati Uniti verranno messi al corrente del processo nei prossimi giorni.

Contesto e dinamiche alla base

Già il 6 agosto, era scattata una forte tensione commerciale con l’applicazione dei dazi al 50 % su beni strategici quali zucchero, caffè, carne (fino ad allora soggetti a una tariffa del 10 %). Il governo brasiliano ha reagito immediatamente attivando il Wto con una richiesta formale di consultazione, stante l’assenza di dialogo costruttivo da parte statunitense.

Il contesto politico è teso anche perché la decisione è stata percepita non solo come scelta economica, ma anche come ritorsione politica legata al processo in corso contro l’ex presidente Bolsonaro, noto alleato del trumpismo.

La legge della reciprocità: uno strumento tattico e simbolico

La legge approvata ad aprile e promulgata a luglio dà al Brasile la possibilità di rispondere in modo uniforme e proporzionato a misure che danneggiano la sua competitività all’estero. Essa include strumenti su beni, servizi, proprietà intellettuale, investimenti e persino rapporti diplomatici, riassumendo tutto nel principio di reciprocità.

Lula alza il tiro, ma con stile

Lula è stato chiaro: “Esigo rispetto” nei negoziati, respingendo la gracilità di una resa. Non si tratta di una escalation sgangherata: “Non voglio comportarmi come Trump”, ha dichiarato, tracciando una differenza strategica netta.

Parallelamente, il Brasile ha tentato un’azione diplomatica multilaterale. Lula ha cercato coordinamento con i leader dei Brics — Modi in India, Xi in Cina — per una risposta comune a livello globale. Attenzione, però: restano infondate le voci di un “patto commerciale ventennale” con la Cina, smentite dalle autorità brasiliane.

Scenari aperti

  1. Wto vs. reciprocità nazionale
    Il Brasile mantiene l’opzione Wto in stand-by, ma adesso dispone di una leva interna concreta.
  2. Settori nel mirino
    Camex analizzerà quali comparti replicare: potrebbero esserci contromisure su prodotti statunitensi all’import, servizi, oppure protezione della proprietà intellettuale.
  3. Pressione politica interna ed estera
    Il Brasile assume un ruolo più autorevole, anche tra i Paesi in via di sviluppo. La sfida con gli Stati Uniti entra in una nuova fase di tensione, ma strutturata e ponderata.

Il punto

Il Brasile di Lula passa alla contromossa: dopo il no al dialogo “umiliante”, scende in campo con la nuova legge della reciprocità e una risposta europea e globale. È una sfida che promette di restare sul tavolo per settimane, se non mesi — con il Brasile più forte, preciso e pronto a negoziare. 

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