• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Calenda show, ma la star è Meloni

- di: Bruno Chiavazzo, giornalista e scrittore
 
Calenda show, ma la star è Meloni

Nell’ultimo week-end, sui giornali e soprattutto nelle televisioni pubbliche e private, ha imperversato Carlo Calenda, il “Churchill dei Parioli”, come lo appella il sito Dagospia. C’è stato infatti il congresso di “Azione”, il partito da lui fondato che, per la cronaca, a malapena ha raggiunto il 3% alle ultime elezioni. La causa di cotanta attenzione è da ascrivere al fatto che la premier, Giorgia Meloni, ha svolto un intervento alla platea congressuale che l’ha accolta con applausi e, finanche, un tentativo di “ola” da stadio. Niente male per un partito e un “leader” all’opposizione di una maggioranza “parafascista”, così più volte definita.
Intendiamoci, sono quasi sempre d’accordo con quello che dice Calenda sia in politica estera che interna. È il modo in cui lo dice che mi lascia perplesso: i giri di parole, le ellissi letterarie, i paradigmi... insomma, sembra quasi che debba sempre dimostrare che lui qualche libro l’ha letto. A differenza del popolo bue che si pasce nell’ignoranza e guarda solo i programmi cretini in tv. E infatti, quello stesso popolo si guarda bene dal votarlo. Cosa che invece fa con trasporto per tutti i demagoghi di sinistra e, soprattutto, quelli di destra. In un impeto di superego, il nostro “Churchill”, alla fine della sua conclusione congressuale, si è addirittura immedesimato nel suo idolo chiamando a raccolta i “volenterosi italiani” per una “Nato Europea”.
Cosa volesse dire è tutto da capire. La Nato, infatti, nasce all’indomani della Seconda guerra mondiale come un’alleanza politico-militare fra i Paesi dell’Europa e dell’America del Nord. Il che vuol dire che, senza questi ultimi e senza Trump, non esiste né la Nato né tantomeno una Nato europea. Ma Calenda è fatto così: le conseguenze logiche non gli appartengono. 
Inutile dire che, se non fosse andata la Meloni al congresso di Azione, nessuno si sarebbe filato di pezza Calenda e i suoi ragionamenti contorti.

La morale di queste righe è che, se vuoi che si parli di qualunque cosa in Italia, devi invitare la Meloni. Il circo mediatico è infatti alle sue calcagna: dove ella va, loro vanno con microfoni, telecamere, taccuini... Solo che lei non li vede neanche, i giornalisti o presunti tali. Lei si fa riprendere dal suo staff, dice quello che vuole senza contraddittorio, e poi manda il video sui social, dai quali viene ripreso e mandato in onda sulle reti televisive. Più o meno quello che fa Trump, ovviamente in sedicesimo.
Si potrebbe definire autocrazia televisiva. E il povero Calenda, senza la Meloni, non avrebbe neanche un “like” per sbaglio. That’s all folks.


Notizie dello stesso argomento
Trovati 39 record
Pagina
5
13/01/2026
Tajani:Sicurezza è collaborazione tra forze di polizia e formazione continua
La sicurezza “non è un tema di competenza di uno solo”, ma un lavoro di squadra tra tutte ...
13/01/2026
Balneari, Salvini: “Decreto indennizzo” al prossimo Cdm, vale 10 miliardi
Il decreto sull’indennizzo di fine concessione per i balneari potrebbe arrivare già al pro...
13/01/2026
Venezuela, blitz Usa e sfida alla Cina: la risposta di Pechino
Dalla condanna diplomatica ai nodi di petrolio e debito: come la Cina reagisce al colpo am...
13/01/2026
Trump agita la Groenlandia e mette la Nato sotto ricatto
Trump rilancia sulla Groenlandia e insinua lo strappo con la Nato. Nuuk e UE rispondono: s...
13/01/2026
Iran, piazze e dazi: crisi accelera, repressione e contatti con Trump
L’Iran travolto dalle proteste mentre Trump impone dazi e apre al dialogo. Morti, repressi...
13/01/2026
Governo commissaria 4 Regioni sulla rete scolastica: scontro totale
Il Governo nomina un commissario ad acta per Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna su...
Trovati 39 record
Pagina
5
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia