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La pandemia ha ampliato, nel mondo, la forbice tra super-ricchi e poveri estremi

- di: Daniele Minuti
 
La pandemia ha ampliato, nel mondo, la forbice tra super-ricchi e poveri estremi
Nei due anni in cui la pandemia si è manifestata, si è assistito, nel mondo, ad una accelerazione del processo di concentrazione del reddito e della ricchezza avviato negli anni 80. Lo sostiene uno studio del World Inequality Lab, secondo il quale questo ''mondo più diseguale'' è la conseguenza immediata della pandemia, con il divario tra ricchi e poveri che, tra il 2019 e il 2021, ha continuato a crescere, imponendo una brusca interruzione alla fase di crescita dell'economia globale.

La pandemia ha ampliato il gap tra ricchi e poveri estremi

Al vertice della struttura socio-economica del Pianeta c'è un piccolo gruppo di miliardari (pari allo 0,001% della popolazione) che ha visto crescere le proprie fortune del 14%. A fronte di questo dato, 100 milioni di persone sono entrate nella classificazione di povertà estrema. World Inequality Lab è un composto da studiosi ed economisti. Negli ultimi due decenni, sostiene lo studio, la distanza tra reddito da lavoro e capitale percepito dal 10% più ricco della popolazione e dal 50% più povero è raddoppiata. Il 10% della popolazione del Pianeta già possiede i tre quarti di tutto il patrimonio mondiale.

Il coronavirus, piuttosto che rallentare questa tendenza, l'ha al contrario accelerata, tanto che la disuguaglianza tra chi sta sopra e chi sta sotto non è mai stata così grande dall'inizio del XX secolo.
La globalizzazione era stata vista come un'opportunità per ridurre le disuguaglianze tra i Paesi, come confermato dal manifestarsi di nuovo ''potenze'', come Cina, India e Brasile, ma questo non ha impedito che le disuguaglianze all'interno delle nazioni continuassero ad ampliarsi. Il 50% degli abitanti del pianeta (2.500 milioni di persone) è in grado di catturare solo l'8% del reddito e appena il 2% della ricchezza''.
Il rapporto conferma anche una regola che potrebbe essere scontata, alla luce della saggezza popolare, ma che qui è conseguenza di valutazioni scientifiche: più un cittadino è ricco, più cresce la sua ricchezza. Dagli anni '90, lo 0,01% più ricco lo ha visto crescere del 5% ogni anno; 0,001%, 5,9% e 0,00001%, 8,1%.

La pandemia ha costretto però molti Paesi a stabilire reti di sicurezza per i propri cittadini. Negli Stati Uniti, lo scoppio dell'emergenza sanitaria ha preso di mira in modo sproporzionato i cittadini più vulnerabili. Ma l'azione dell'Amministrazione, attraverso la spesa e i trasferimenti sociali, non solo ha tutelato questi cittadini, quando ha ridotto del 45%, rispetto al 2018, i tassi di povertà tra il 2020 e il 2021.
La pandemia ha accelerato un altro processo manifestatosi con la crisi finanziaria del 2008: la perdita di ricchezza dal settore pubblico al settore privato. Nello studio si sottolinea che i governi di oggi sono molto più poveri di 40 anni fa. Insomma, il settore pubblico si sta impoverendo, mentre quello privato si arricchisce.
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