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Le Monde elogia David Sassoli: "Efficace gestione della crisi da Covid-19"

- di: Diego Minuti
 

I commenti positivi per i nostri politici da parte della stampa estera sono scarsini, anzi quasi completamente assenti, dal momento che, quando si tratta di esercitare il giusto diritto di critica, se c'è da valutare un uomo politico italiano il rigore del giudizio è portato sino all'estremo, quando magari non si colgono i medesimi errori nel comportamento di altri. 

Questo atteggiamento si concretizza, diciamocelo, in una serie di serratissime censure per questo o quello. In passato, ad onor del vero, certe critiche ce le siamo andati proprio a cercare. Come quando esponenti di primissimo livello della nostra politica dimenticavano il bon ton diplomatico lasciandosi prendere la mano e, magari, ma è solo un esempio senza fondamento, si presentavano ad incontri sia pure informali, al mare, con il premier britannico e signora, indossando una sbarazzina bandana che nascondeva l'ancor fresco ancoraggio di nuovi capelli su una teca cranica desolatamente deserta di bulbi piliferi. 

Ma quel tempo è passato e tutti sembrano essersi dati una regolata senza che questo si sia tradotto in ritratti agiografici dei politici di casa nostra. Ed invece la crisi da Corona Virus sembra avere imposto una inversione di tendenza, tanto che oggi Le Monde, che avrà pure perso smalto, ma resta il quotidiano più influente di Francia, si dilunga in un ritratto al miele di un politico italiano, David Sassoli, che presiede il Parlamento europeo e che, per il modo con cui sta gestendo dal suo scranno la crisi da Covid-19, raccoglie consensi senza eccezioni di partito o schieramento. 

Di Sassoli Le Monde ricorda - in un lungo servizio a firma di Jean-Pierre Stroobants e Virginie Malingre - il suo passato da giornalista, la sua militanza nel Partito democratico, le sue origini fiorentine, la sua prima elezione al Parlamento europeo (nel 2009).

Secondo Le Monde, Sassoli è arrivato quasi per caso alla presidenza e '' meno di un anno dopo, ciò non gli impedisce di essere uno dei rari leader politici a lasciare il segno nell'Unione che la pandemia ha scosso''. E, secondo il quotidiano francese, l'insistenza dei leader europei (con in testa Angela Merkel) per tagliarlo fuori dai negoziati tra i 27 Paesi membri e la Commissione, responsabile della preparazione di un piano di risanamento, gli ha quasi fatto una cortesia.

''Questa emarginazione - scrivono i due giornalisti francesi, tra i più accreditati della stampa che segue Bruxelles e Strasburgo - , risultato di una decisione imbarazzante a dir poco, paradossalmente gli servirà''. Perché l'essere stato escluso in modo così palese ''e il fatto che dibattiti di tale importanza si svolgono in assenza del rappresentante dell'unica istituzione comunitaria eletta democraticamente, non aggiungerà nulla al merito di coloro che hanno preso questa decisione''.

Stando alle ''ricerche'' di Stroobants e Malingre, Sassoli, ai tempi delle sue equilibrate conduzioni del Tg1, aveva il soprannome di ''Faccia bella'', cosa forse vera, ma che mai era trapelata oltre la cerchia dei giornalisti Rai.

Di lui, Le Monde dice che è appassionato di giardinaggio, storia romana e musica classica e che, in gioventù, coltivava segretamente il sogno di diventare archeologo. L'ingresso nell'Olimpo della politica che conta lo deve alla stima di Walter Veltroni, che nel 2009 lo ha candidato al Parlamento europeo, superando anche qualche perplessità in seno al Partito democratico. Una sola ombra nella carriera di Sassoli, secondo i giornalisti francesi: la mancata conquista del Comune di Roma, nel 2013.

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