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Il New York Times demolisce il mito di Ronan Farrow

- di: Diego Minuti
 
Con quegli occhi azzurri (che a più d'uno ricordano, anche troppo, quelli di Frank Sinatra, ex marito della madre, Mia), i capelli biondi ed il sorriso disarmante sarebbe potuto entrare in pompa magna nel mondo dello spettacolo americano. Ed invece Ronan Farrow, che ha voluto il cognome della madre e non quello del padre, Woody Allen, di cui ha detto tutto il male possibile, ha deciso di fare il giornalista e, con i suoi articoli sul New Yorker cui ha fatto seguito un libro che ha venduto tantissimo, ha dato il via al fenomeno ''me too'' che ha scoperchiato il vaso di Pandora degli abusi sessuali dello showbiz. Tanto da conquistare il Pulitzer.
Ronan Farrow ha quasi accompagnato per mano in galera Harvey Weinstein ed ha buttato dal trono anche altre star dello spettacolo a stelle e strisce, diventando, ad appena 32 anni, famosissimo ed anche un esempio per chi vuole fare il giornalista investigativo e, soprattutto, non intende fermarsi davanti a nulla. 
Una cosa che, però, pare oggi rivoltarsi contro Farrow, che ha subito un attacco violento, ed anche un po' fuori dagli schemi tradizionali del quotidiano, da parte del New York Times che lo ha accusato di avere modellato le sue inchieste non su risultanze, evidenze, certezze, ma solo in base alle sue convinzioni. 
In buona sostanza, secondo il NYT, Ronan Farrow, ancora prima di raccogliere il materiale per i suoi reportage, aveva già una idea ed ha adattato lo scritto ad una presunzione di colpevolezza, indulgendo, negli articoli, alle interpretazioni più che a dati certi. 
Il New Yorker ha risposto per le rime difendendo quello che è ormai il suo giornalista di punta e di fatto sostenendo che si è trattato di un attacco totalmente ingiustificato.
Tesi che sono fondate dal fatto che, poi, la giustizia ha dato ragione alle tesi di Ronan Farrow, le quali però qualche piccola incongruenza l'hanno manifestata e che il NYT, implacabilmente, ricorda. 
Come la testimonianza di una studentessa che, confidandosi con gli amici, riferì di un rapporto sessuale cui l'avrebbe costretta Waeinstein. Confessione che, secondo una testimone, non ci sarebbe mai stata. 
Ora, per la prima volta nella sua ancor giovane carriera, si deve difendere dalle tesi di un altro giornale. Ma di attacchi ne ha già subiti, sia pure non diretti, ma che potrebbero avere lasciato il segno. 
Come la circostanza, riferita dal padre Woody Allen nella sua autobiografia, secondo cui Mia Farrow costrinse Ronan, destinato a restare bassino, ad una dolorosissima operazione per l'allungamento delle gambe. 
Perché, disse la protagonista di ''Rosemary's baby', solo gli alti fanno carriera.
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