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Caso Open Arms: il Senato vota contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini

 

La Giunta per le immunità del Senato ha ufficialmente votato contro la richiesta dei magistrati di rinviare a giudizio Matteo Salvini per il caso Open Arms: l'accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio risale alla decisione del blocco della nave spagnola con a bordo 150 migranti al largo di Lampedusa nello scorso agosto.

Decisiva la presa di posizione arrivata stamattina di tre senatori membri di Italia Viva (Bonifazi, Cucca e Ginetti) che hanno scelto di non partecipare al voto, oltre alla votazione contraria al processo di Alessandra Riccardi, membra del Movimento 5 Stelle: esito 13 contrari e 7 favorevoli. Con loro anche i 5 senatori della Lega, 4 di Forza Italia, Balboni di FdI e Durnwalder delle Autonome oltre all'ex cinquestelle Giarrusso.

Il capogruppo di Italia Viva ha commentato così: "Abbiamo deciso di non votare rimettendoci al parere dell'aula, non c'è stata un'istruttoria seria come avevamo richiesto e non abbiamo avuto indicazioni su rischio di terrorismo e condizioni di salute delle persone sulle imbarcazioni. Dai documenti non abbiamo riscontrato una responsabilità esclusiva di Salvini, che a quanto sembra ha agito sempre con l'avallo del Governo".

Riccardi ha parlato di una possibile espulsione per il voto contrario, in opposizione alla linea del M5S: "Se accadesse mi prenderò le mie responsabilità, ho agito secondo coscienza". La questione non è ovviamente chiusa, in quanto l'ultima parola spetta all'Aula di Palazzo Madama, chiamata entro un mese a prendere una decisione definitiva: per essere accolta, la proposta di rifiuto presa oggi dalla Giunta di Immunità dovrà essere approvata dalla maggioranza assoluta in Assemblea (almeno 161 voti).

La reazione dell'ex ministro dell'Interno è arrivata tramite un messaggio pubblicato sul proprio profilo Twitter: "Il blocco della Open Arms ci ha permesso di far svegliare l'Europa, ho bloccato lo sbarco e la giunta del Senato ha deliberato che io ho fatto il mio dovere: la parola passa all'Aula dove PD e M5S hanno la maggioranza, non avevo e non ho paura".

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