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CNN: "Le telefonate di Trump mettono a rischio la sicurezza nazionale"

- di: Brian Green
 
Materia del servizio, le telefonate che Trump ha fatto e continua a fare ai leader stranieri, ed il cui contenuto ha messo in allarme chi gli sta intorno. A parlare sono stati alcuni suoi ex collaboratori - membri dello staff presidenziale, ex segretari di Stato e della Difesa, consiglieri per la sicurezza nazionale - tutti concordi su un punto: Trump, quando ha un telefono in mano, è un pericolo per il Paese. Per essere più precisi, per la sicurezza degli Stati Uniti.

In un servizio, andato in onda ieri sera, la CNN definisce Trump come impreparato per affrontare delicati dossier, soprattutto con quei suoi ''colleghi'' che guidano i rispettivi Paesi in modo autoritario (come Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan), infarcendo i colloqui telefonici di frasi ostili contro gli alleati occidentali e parlando bene solo di sé stesso.
A rivelare la preoccupazione per il fatto che Trump vada a ruota libera, non soppesando parole e concetti, non sono stati funzionari di secondo piano, ma, invece, del massimo livello.
Come H.R. McMaster e John Bolton, ex consiglieri per la sicurezza; l'ex segretario alla Difesa James Mattis; l'ex segretario di Stato Rex Tillerson e il capo dello staff della Casa Bianca John Kelly.

E, per la CNN, il tono delle telefonate di Trump è stato ritenuto delirante dai funzionari dell'intelligence.
Secondo il canale all news, Donald Trump avrebbe atteggiamenti assolutamente aggressivi, con continui scatti d'ira, verso gli alleati, mentre cadrebbe nel servilismo quando parla con leader che guidano con pugno di ferro i loro Paesi.

Poi, Trump mostrerebbe una totale ignoranza della storia, acuita dal fatto che non ama leggere i report che gli vengono preparati, fidando sul suo istinto, che spesso lo porterebbe a abbandonare l'oggetto delle telefonate per divagare in modo che, per la CNN, sfiora la stravaganza.

Qualcosa di questa strana situazione s'era intuita con l'uscita, la scorsa settimana, del libro di John Bolton ''The Room Where It Happened, A White House Memoir '' ( La stanza in cui è accaduto, ricordi della Casa Bianca ). Ed oggi le fonti citate dalla CNN dicono che Donald Trump perseguiva obiettivi legati al proprio interesse, che non quello che il suo staff considerava importante per la sicurezza nazionale.

La CNN in questa crociata si trova in buona compagnia, perché le sue affermazioni trovano conferma nel lavoro del giornalista Carl Bernstein (quello che, insieme a Bob Woodward, svelò il Watergate) che, sul contenuto dei colloqui telefonici di Trump, ha raccolto dichiarazioni da fonti di cui ha garantito l'anonimato, ma sulla cui affidabilità non ha dubbi.
Donald Trump, convinto di potere affascinare tutti i suoi interlocutori, ha, ad esempio, impostato i suoi colloqui con Putin non toccando importanti questioni (come i diritti umani e gli armamenti), ma cercandone ammirazione ed approvazione.

Alcune fonti, poi, hanno posto l'accento come frequenti siano le telefonate tra Trump ed Erdogan e come quest'ultimo possa raggiungere facilmente il presidente americano aggirando i protocolli del Consiglio di sicurezza nazionale.

Dolce con Putin ed Erdogan, Trump diventava aggressivo quando i suoi interlocutori erano i leader di Canada, Francia, Regno Unito, Australia o Germania.
Secondo una testimonianza, Trump si è vantato della sua ricchezza e della sua intelligenza, accusando di idiozia i suoi predecessori (con parole taglienti soprattutto contro Barack Obama), parlando con leader controversi come il principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammed bin Salman e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un.
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