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Mutui, perché il costo resta alto nonostante la BCE

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Mutui, perché il costo resta alto nonostante la BCE

La Banca Centrale Europea ha adottato una linea nei mesi recenti che prevede tassi d'interesse elevati o comunque non in forte discesa, al fine di mantenere sotto controllo l’inflazione. Sebbene le decisioni su tassi fissi o minimi abbassamenti siano seguite da annunci ufficiali, questi interventi non si traducono immediatamente in mutui più economici.

Mutui, perché il costo resta alto nonostante la BCE

Perché? La trasmissione della politica monetaria ai mercati creditizi è ritardata da vari canali: costi interbancari, percezione del rischio da parte delle banche, aspettative inflazionistiche, e soprattutto la presenza di molte componenti che vanno oltre il solo tasso BCE nel determinare il prezzo finale che arriva ai mutuatari.

Il ruolo dell’Euribor e dei mercati interbancari
Nel mercato italiano, molti mutui variabili sono legati all’Euribor: anche se la BCE abbassa i tassi ufficiali, l’indice Euribor non sempre reagisce in tempo reale o in misura proporzionale. Le banche riflettono nei mutui il costo del denaro che esse stesse trovano sul mercato interbancario, il quale, a sua volta, è influenzato non solamente dalla politica della BCE ma da fattori globali come la fiducia, il rischio di credito, i premi per il rischio sovrano e le condizioni dei mercati finanziari. Quando questi elementi restano sfavorevoli, le banche mantengono margini sufficienti per coprire possibili perdite, e questo si traduce in costi per il cliente finale.

Spread, rischio paese e valutazione creditizia
Un altro elemento che pesa è lo spread: le banche devono tenere in considerazione il rischio paese (ovvero la percezione del rischio associato all’Italia dagli investitori internazionali), che incide sul costo di raccolta del capitale. Se il credito sovrano è percepito come più rischioso, anche i titoli obbligazionari ed altri strumenti di finanziamento costano di più, e quel costo si riflette anche nei mutui. Inoltre, le banche valutano il merito creditizio del cliente mutuatario—se percepiscono rischio elevato, rincarano il prezzo o impongono tassi più elevati.

Costi aggiuntivi e margini delle banche
Non è solo questione del tasso ufficiale: nel costo finale del mutuo entrano numerosi elementi che spesso pesano tanto (o più) del tasso stesso. Ci sono costi di istruttoria, assicurazioni, commissioni, margini applicati dalla banca stessa. Se la banca percepisce un contesto con inflazione, instabilità finanziaria, o incertezze sul tasso futuro, tenderà a inserire nei mutui margini maggiori per tutelarsi.

Inflazione, attese future e rischio regolatorio

Le aspettative sull’inflazione futura sono cruciali: se famiglie e banche pensano che i prezzi continuino a salire, richiederanno tassi reali più alti per compensare la perdita attesa del potere d’acquisto. A tutto questo si aggiunge il rischio regolatorio: cambiamenti normativi attesi (su immobili, clima, rischi ambientali) possono aumentare il rischio percepito del credito immobiliare, spingendo in alto i costi.

Politica monetaria globale e tassi anche internazionali
Anche il contesto internazionale ha influenza: i tassi che la BCE fissa non sono isolati. Le banche italiane guardano al costo del denaro nei mercati globali, alla liquidità internazionale, alle politiche delle altre banche centrali, ai tassi USA, e così via. Se la politica monetaria globale è restrittiva, questo alimenta i costi anche in Italia, indipendentemente da quanto la BCE voglia abbassare i tassi.

La “pausa” nei tagli e il tempo di aggiustamento
Anche quando la BCE annuncia tagli ai tassi ufficiali, l’effetto sui mutui non è immediato. Spesso queste decisioni vengono assunte con cautela, per vedere come reagisce l’inflazione, come evolvono i prezzi dell’energia e delle materie prime, e quanto verrà trasmessa la politica monetaria ai vari settori. In molti casi, c’è una “pausa” di adattamento, durante la quale i mutui rimangono costosi anche se ufficialmente si dovrebbe andare verso tassi più bassi.

Conseguenze sulle famiglie e sul mercato immobiliare

Per chi vuole comprare casa, queste condizioni mantengono alto il costo del finanziamento, allungano i tempi di rientro del mutuo, e rendono difficili le pianificazioni di spesa. Combinato con prezzi immobiliari elevati, significa che molte famiglie stanno rinviando l’acquisto o preferiscono tassi fissi più costosi per evitare l'incertezza. Per il mercato immobiliare, il risultato è una domanda filtrata: chi può permetterselo accede, chi è più fragile resta fuori, con un flusso di vendita inferiore nelle fasce medie e basse.

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