Le ricette degli altri - A Montreal smantellate centinaia di tendopoli di senzatetto

- di: Redazione
 
Il problema dei senzatetto è ormai comune a molte metropoli, e Montreal, in Canada, cuore culturale ed economico del Quebec francofono, non sfugge a questa casistica.
Le risposte che la municipalità (quella di Montreal e dei centri della grande area metropolitana) seguono vie diverse, anche se gli ultimi mesi una è quella di smantellare gli insediamenti. A Montreal, dall'inizio dell'anno, nel solo quartiere di Ville-Marie, sono stati smantellati più di 240 campi per senzatetto. Cioè nei primi otto mesi dell'anno è stato ampiamente ''doppiato'' il numero dell'intero 2022.

Le ricette degli altri - A Montreal smantellate centinaia di tendopoli di senzatetto

Un aumento della rimozione di tende e giacigli che, per Josefina Blanco, responsabile dei senzatetto nel comitato esecutivo della città di Montreal, riflette la difficile realtà che si vive nella metropoli e nel resto del Quebec. Molte le cause del disagio: la crisi abitativa, i problemi di salute mentale e la crisi degli oppioidi fanno sì che ci siano più persone che vivono senza dimora negli spazi pubblici.
Questi dati, ha detto ancora Blanco, testimoniano una situazione reale, sulla quale stiamo lavorando e giustificando lo smantellamento degli insediamenti: ''è inaccettabile lasciare che le persone vivano in tende, nel 2023, in Quebec, una società ricca e unita''. Montreal, davanti ad un problema vasto oltre che socialmente preoccupante, guarda anche a come altre città lo stanno affrontando, a cominciare da un piano che consenta di alleviare la grave crisi degli alloggi, in particolare di quelli sociali.

Ma la lunghezza dei tempi (occorreranno anni prima che vengano realizzate nuove abitazioni di queste tipologia) espone il Comune a critiche e alla forte richiesta di sospendere gli smantellamenti in attesa di una soluzione. Perché, sostengono i critici alla risposta del Comune, gli smantellamenti degli insediamenti creano problemi, perché le organizzazioni di assistenza non hanno più contatti con le persone non sapendo dove si siano trasferite.

Le persone cacciate dai campi spesso perdono tutti i loro averi, spiega una volontaria, comprese le tende e i sacchi a pelo che a volte vengono donati da altre strutture governative.
Un'altra preoccupazione è legata alla stabilità mentale delle persone che vivono nei campi: perdono ancora un luogo in cui avrebbero potuto ancorarsi e perdono anche uno stakeholder. Gli attivisti, come Marie-Josée Houle, difensore federale dell'edilizia abitativa, chiedono una moratoria negli sfratti, dopo avere descritto gli sgomberi come violazioni dei diritti umani e essersi appellata al governo della Provincia del Quebec affinché individui altre soluzioni.
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