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Borse asiatiche deboli in apertura, tensioni Usa e petrolio in rialzo

- di: Matteo Borrelli
 
Borse asiatiche deboli in apertura, tensioni Usa e petrolio in rialzo
Borse asiatiche in calo tra tensioni USA e petrolio (26 agosto 2025)
Suoni negativi all’alba dei mercati: Hong Kong e Cina in ribasso, Mumbai nervosa, valute e oro in movimento.

Le aperture asiatiche, un’orchestra in tensione

Le principali piazze asiatiche hanno suonato un assolo iniziale poco armonico: Hong Kong ha aperto a -0,51%, con l’indice Hang Seng che ha segnato i 25.698,70 punti all’apertura; Shanghai e Shenzhen hanno replicato con un calo pari allo 0,31%, attestandosi rispettivamente a quota 3.871,47 e 2.428,72 punti.

In Giappone, il Nikkei ha registrato un tonfo di circa l’1,3%, riflesso diretto dei timori sulla Fed dopo l’espulsione della governatrice Lisa Cook, mossa che ha scosso il mercato.

I listini cinesi – Shanghai Composite e CSI 300 – in apertura hanno riportato cali rispettivamente intorno allo 0,3-0,4%, dopo aver sfiorato massimi pluriennali.

Anche il Kospi e il Topix in apertura hanno perso circa l’1% a causa del nervosismo sul settore tech in vista dei risultati Nvidia.

Mumbai in fibrillazione

A Mumbai, Sensex e Nifty hanno aperto in lieve flessione, immersi nella pressione dei possibili dazi Usa fino al 50%: il Nifty future mostra una partenza sotto i livelli della chiusura precedente (24.967,75 punti).

Monte abbagliato da tariffe che potrebbero costringere i mercati finanziari indiani a ripensare percorsi commerciali consolidati.

Valute, petrolio, gas e oro: la scena globale

Il dollaro ha perso terreno contro yen ed euro (€/US$ +0,3%), mentre i rendimenti Treasuries a lungo termine sono saliti, segno che la tensione politica incute paure sui mercati finanziari globali.

Il petrolio WTI ha perso lo 0,4% (scendendo a 64,56 $ al barile), ma il quadro resta incerto: i mercati restano sospesi tra effetti geopolitici e tagli Opec. Il Brent si è avvicinato a quota 65 $ rafforzando i guadagni nella sessione asiatica, insieme a un rialzo del dollaro (DXY 98,20).

L’oro ha beneficiato del clima incerto, salendo fino a un massimo di due settimane, a 3.378,09 $ l’oncia.

Futures per le Borse europee: il preludio si incrina

I futures sui principali indici europei – DAX, CAC 40, FTSE 100 ed Euro Stoxx 50 – mostrano variazioni in territorio negativo, in media intorno allo 0,5-1%, segnalando un'apertura euro-atlantica avvolta dalla cautela. È un preludio sospeso, sospeso tra tensioni politiche, incertezza Fed e mercati energetici ballerini.

Dichiarazioni e commenti

“Gli investitori si prendono una pausa dopo l’hangover di Jackson Hole,” ha sintetizzato Jake Dollarhide, CEO di Longbow Asset Management, dopo il rally sostenuto dalle attese di tagli dei tassi.

Barclays e Deutsche Bank vedono ora una probabilità dell’83% per un taglio Fed a settembre, sempre in attesa dei dati sull’inflazione.

In India, l’impatto dei dazi fino al 50% sugli scambi con gli Stati Uniti è sul tavolo: un possibile tonfo delle esportazioni che sta già influenzando i futures di apertura.

Aperture cariche di tensioni

Apertura asiatica carica di tensioni: Hong Kong e Cina partono in calo, Tokyo e Seoul affondano nel tech-shock, Mumbai scivola sotto i timori dazi. Il dollaro arretra, l’oro danza al rialzo, il petrolio tira il fiato. I futures europei virano negativi, mentre le opinion leader richiamano all’attenzione la Fed, il calendario macro e i nervi internazionali.

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