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Mappa del Credito 2025: più italiani ricorrono ai prestiti, importi in calo

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Mappa del Credito 2025: più italiani ricorrono ai prestiti, importi in calo

Nonostante l’incertezza economica e le tensioni internazionali che pesano su consumi e investimenti, gli italiani continuano a rivolgersi agli istituti di credito. La nuova edizione della Mappa del Credito elaborata da Mister Credit – l’area di CRIF dedicata all’educazione finanziaria dei consumatori – fotografa la dinamica del primo semestre 2025: crescono i cittadini con almeno un contratto di finanziamento attivo, ma diminuisce l’ammontare complessivo dei debiti residui.

Mappa del Credito 2025: più italiani ricorrono ai prestiti, importi in calo

Secondo i dati, il 59,6% della popolazione maggiorenne italiana ha oggi un prestito o un mutuo in corso, in aumento del +13,1% rispetto al 2024. La platea si allarga quindi in modo evidente, complice anche il graduale calo dei tassi che ha reso il credito più accessibile. Parallelamente, però, l’esposizione residua media è scesa del -10%, passando a 31.637 euro. La rata mensile media, pari a 278 euro, si mantiene stabile rispetto allo scorso anno, segnale di una sostenibilità che resta complessivamente elevata.

Mutui, prestiti personali e finalizzati
Entrando nel dettaglio delle tipologie di credito, i mutui rappresentano il 23,6% dei contratti attivi, con una rata media poco sotto i 600 euro e un indebitamento residuo superiore ai 97mila euro. I prestiti personali incidono per il 29,3% e vedono una rata media di 254 euro, con un’esposizione residua di circa 16.200 euro (-7,9% in un anno). Restano però i prestiti finalizzati – destinati a beni come auto, elettrodomestici o spese per la casa – la forma più diffusa: 47,1% del totale, con rate di 135 euro e un indebitamento residuo poco sopra i 5.500 euro.

Il commento degli esperti
“L’incremento della quota di italiani che ricorrono al credito, a fronte di un calo dell’esposizione residua, mostra un sistema che si sta rendendo più accessibile ma anche più prudente”, spiega Beatrice Rubini, direttrice di Mister Credit. “Il credito finalizzato resta lo strumento preferito dalle famiglie, in particolare per spese legate alla casa, ai trasporti e all’elettronica. Questo indica una ripresa dei consumi, ma con una gestione oculata degli importi”.

Differenze regionali
La fotografia cambia molto a seconda del territorio. La Toscana guida la classifica per quota di popolazione con un prestito attivo (67,8%), seguita da Valle d’Aosta (67,2%) e Lazio (66,4%). In fondo si trovano Trentino-Alto Adige (32,5%), Basilicata (47,8%) e Campania (52,7%). Quanto alle rate mensili, i valori più alti si registrano in Trentino-Alto Adige (405 euro), Lombardia (317) e Veneto (305), aree dove i mutui pesano maggiormente e il reddito disponibile è mediamente più elevato. Le rate più leggere si trovano invece al Sud e nelle Isole: Calabria, Sardegna e Sicilia si fermano a 237 euro.

Indebitamento medio in calo
L’esposizione residua per estinguere i finanziamenti varia anch’essa a livello regionale. In vetta si colloca il Trentino-Alto Adige, con 49.226 euro medi, seguito da Lombardia (40.294) ed Emilia-Romagna (38.274). All’opposto, Calabria (19.292 euro), Molise e Sicilia restano al di sotto dei 22.000 euro, in virtù della minore diffusione dei mutui. Nel complesso, tutte le aree mostrano un trend di riduzione del debito rispetto al 2024.

Chi ricorre al credito
Sono soprattutto gli adulti in età lavorativa a sostenere finanziamenti: oltre l’80% della fascia tra i 41 e i 50 anni ha un prestito in corso. Più contenuto il ricorso tra i giovani (30,2% tra i 18 e i 30 anni) e tra gli over 60, che restano sotto il 42%. Differenze anche di genere: il 59,1% degli utilizzatori è uomo, il 40,9% donna. Tuttavia, nella tipologia dei mutui la quota femminile cresce fino al 45,7%, segnale di una condivisione più ampia degli impegni legati alla casa.

Sostenibilità sotto controllo
Il quadro complessivo, confermato anche dalle analisi congiunte di Assofin, CRIF e Prometeia, indica un rischio di credito stabile all’1,4%, livello considerato basso e gestibile. Le politiche di concessione restano prudenti, riflettendo le incertezze geopolitiche e i timori per la crescita, ma non emergono segnali di allarme. La tenuta delle famiglie italiane, unite a una gestione più attenta delle esposizioni, sembra garantire una sostenibilità diffusa del debito.

Uno sguardo avanti
La tendenza registrata nel primo semestre 2025 segnala un’Italia che continua a fare affidamento sul credito per sostenere consumi e progetti, ma con maggiore cautela rispetto al passato. L’allargamento della platea di utenti, accompagnato da un calo degli importi residui, indica un comportamento più consapevole. La sfida per i prossimi mesi sarà mantenere questo equilibrio, in un contesto internazionale ancora incerto ma con un credito che, almeno per ora, resta uno strumento accessibile e sostenibile per le famiglie.

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