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Lavoro in agricoltura e affini: 44mila assunzioni a settembre 2025

- di: Bruno Coletta
 
Lavoro in agricoltura e affini: 44mila assunzioni a settembre 2025
Lavoro nel primario: 44mila assunzioni a settembre
Le aziende agricole cercano operai non qualificati, allevatori, conduttori di macchine — difficoltà di reperimento al 43,7%, il ricorso all’immigrazione sfiora il 40%.

Il 16% delle imprese del settore primario prevede assunzioni a settembre per un totale di quasi 44mila posizioni, in lieve calo su base annua (-3,6%). Guardando al trimestre settembre-novembre, le opportunità previste superano le 114mila, sostanzialmente stabili (-0,2%). A settembre, le imprese segnalano difficoltà di reperimento nel 43,7% dei casi.

Il quadro complessivo: cifre che impressionano

Le entrate programmate si concentrano nelle coltivazioni ad albero e nelle coltivazioni di campo. Le prime mostrano una dinamica in aumento, mentre le seconde risultano in contrazione. La carenza di candidati resta la ragione più citata dagli imprenditori.

Quali settori spingono e quali arrancano

Il settore delle coltivazioni ad albero conta quasi 20mila entrate previste a settembre e oltre 47mila nel trimestre, in crescita rispetto all’anno precedente.

Le coltivazioni di campo si attestano a oltre 12mila ingressi nel mese (-12%) e 33.500 nel trimestre (-6%).

I servizi connessi all’agricoltura prevedono 4.500 entrate a settembre (-10%) con un recupero nel trimestre (+1,4%, pari a 14.400).

La silvicoltura registra 1.300 ingressi nel mese (-15%) e 2.900 fino a novembre (-14%).

Quadro più stabile per coltivazioni di serra (1.950 nel mese; 5.000 nel trimestre), allevamento (1.940 e 5.400) e aziende miste (1.280 e 3.500). In crescita la pesca, seppure con volumi contenuti.

Le figure più richieste e le più introvabili

Tra i 43.850 ingressi previsti dominano le professioni non qualificate (oltre 23mila, 53,3%) e gli operai specializzati (quasi 13mila, 29,3%). Seguono i conduttori di impianti e macchinari (5.100, 11,6%). Residuali le richieste per impiegati e professioni commerciali/servizi (1.510, 3,4%) e per dirigenti, altamente specializzati e tecnici (1.040, 2,4%).

Le maggiori difficoltà di reperimento si registrano per meccanici artigianali, montatori e manutentori di macchine fisse e mobili (78,1%), per allevatori e operai specializzati della zootecnia (59,6%), per allevatori e agricoltori (59%) e per agricoltori e operai agricoli specializzati (46%). Criticità elevate anche per i conduttori di macchine agricole (59,2%), i conduttori di veicoli a motore e a trazione animale (44%) e il personale non qualificato in agricoltura e manutenzione del verde (45%).

Immigrazione e geografia delle opportunità

La quota di assunzioni coperte con lavoratori immigrati si attesta a settembre al 37% (circa 16mila lavoratori). Il ricorso è più intenso in allevamento (47,6%), nelle coltivazioni di campo (42,3%) e nei servizi connessi all’agricoltura (41,4%).

A livello territoriale, il Sud e Isole segnano una flessione delle posizioni a settembre (-8,2% su base annua) ma restano oltre metà del totale (circa 23mila su 44mila). Il Centro cresce con decisione (+8,3% a settembre; +7,2% nel trimestre), mentre Nord Est e Nord Ovest sono stabili (11.300 e 21.500 nel trimestre per il Nord Est; 3.400 e 7.600 per il Nord Ovest).

Le cause delle difficoltà e gli ostacoli

La mancanza di candidati disponibili è la spiegazione più frequente (34,9% delle entrate previste). Pesano anche la stagionalità, le condizioni di lavoro gravose, la distribuzione geografica delle imprese, i divari di competenze e, per la componente straniera, vincoli amministrativi e logistici.

Cosa fare subito

Per ridurre il mismatch servono interventi su formazione e attrattività dei profili: percorsi mirati per operai agricoli specializzati, manutentori e conduttori di macchine; raccordo stabile tra istruzione tecnica e imprese; procedure snelle per la manodopera straniera con adeguate tutele; infrastrutture e servizi che rendano più vivibili le aree rurali.

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