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Istat: la spesa dei single è il 68% di quella delle coppie

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Istat: la spesa dei single è il 68% di quella delle coppie

Nel suo rapporto 2024 sulle spese per consumi delle famiglie, l’Istat rileva che chi vive da solo spende mediamente 1.932 euro al mese. Si tratta di una cifra che corrisponde al 68% della spesa media mensile delle famiglie composte da due persone e al 58% di quella sostenuta dai nuclei di tre componenti.
Il dato mette in luce una dinamica che si sta consolidando: i single non riescono a beneficiare delle economie di scala che riducono il peso delle spese fisse per chi divide l’abitazione e i servizi con altri membri della famiglia.

Istat: la spesa dei single è il 68% di quella delle coppie

La voce che più incide sui bilanci dei single è quella relativa a abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili. Per i nuclei monocomponente questa voce rappresenta il 43,9% della spesa totale, mentre nelle famiglie numerose il suo peso diminuisce progressivamente fino al 28,6% nei nuclei con cinque o più componenti.
L’affitto o il mutuo, così come le bollette e le spese condominiali, sono costi fissi che non si riducono con il numero di abitanti dell’alloggio. Questo significa che un single deve destinare quasi la metà del proprio budget mensile alla casa, mentre una famiglia può ripartire il peso della stessa spesa su più persone.

Consumi quotidiani e risparmi di scala

Il report Istat sottolinea che l’aumento dell’ampiezza familiare cambia la composizione delle spese: cresce il peso di voci come alimentari, bevande, trasporti e istruzione, legate al numero di persone, e diminuisce quello dei costi fissi.
Per un single, comprare cibo, energia o beni durevoli risulta spesso più oneroso, poiché non si possono sfruttare acquisti in quantità o la condivisione di alcune spese come abbonamenti, connessioni e trasporti.

Un fenomeno in espansione
Il dato acquista ulteriore rilevanza alla luce della crescita dei nuclei monocomponente in Italia. Nelle grandi città, ma anche in molte aree interne, aumenta il numero di giovani che vivono da soli e di anziani che restano soli dopo la perdita del coniuge.
Questa trasformazione demografica si riflette nei bilanci familiari, ma anche nelle esigenze abitative e nei consumi, con ricadute sui mercati e sulle politiche pubbliche.

Il peso per il welfare e le politiche fiscali

Gli esperti sottolineano che la forbice tra la spesa dei single e quella delle famiglie più numerose dovrebbe essere considerata nelle politiche sociali, fiscali e abitative.
Chi vive da solo è più esposto al rischio di vulnerabilità economica: un aumento di affitto o di bollette può incidere in modo molto più pesante sul reddito disponibile. Incentivi e sussidi mirati potrebbero ridurre queste disparità e sostenere il potere d’acquisto di un segmento della popolazione in continua espansione.

Un indicatore da non sottovalutare
Il rapporto Istat mette dunque in evidenza che la condizione abitativa e familiare incide in modo determinante sulla capacità di spesa.
La sfida, per le istituzioni, sarà accompagnare questa evoluzione sociale con misure che permettano ai nuclei monocomponente di affrontare il peso dei costi fissi senza ridurre troppo il consumo di beni e servizi essenziali.

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