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Gruppo FS, Donnarumma: "Mettere in sicurezza gli investimenti, non allargare il perimetro"

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Gruppo FS, Donnarumma: 'Mettere in sicurezza gli investimenti, non allargare il perimetro'

"La nostra intenzione è quella di rafforzare il gruppo dal punto di vista della messa in sicurezza dell’execution. Noi ci occupiamo di mettere in sicurezza le Fs, non operiamo salvataggi di Stato. Non vogliamo allargare i nostri interessi commerciali né vendere nuovi servizi o prodotti". Così l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, in un’intervista ha risposto alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane su possibili acquisizioni e operazioni di espansione.

Gruppo FS, Donnarumma: "Mettere in sicurezza gli investimenti, non allargare il perimetro"

Il manager ha chiarito che il consiglio di amministrazione non ha approvato alcuna operazione in tal senso. "Non abbiamo preso alcun impegno vincolante con nessuno e non abbiamo ancora deciso se fare o meno queste operazioni. Siamo ancora in fase esplorativa", ha detto, precisando che "non è nostra intenzione costruire nuove attrezzature o equipaggiamenti di natura tecnologica o rotabile".

Il piano strategico da 100 miliardi
Al centro della rotta industriale resta il piano 2025-2029, che prevede 100 miliardi di euro di investimenti in cinque anni. "Siamo assolutamente concentrati su questo e finora non abbiamo avuto criticità", ha spiegato Donnarumma.

Per il 2024 le stime indicano un volume di investimenti tra i 18 e i 20 miliardi, un livello superiore al picco storico dello scorso anno. "Andremo a un tasso di esecuzione che rende credibile il superamento del record passato – ha osservato – collocandoci in un intervallo coerente con la programmazione quinquennale".

Il ruolo nel Pnrr e la rimodulazione
Ferrovie dello Stato è anche la principale stazione appaltante del Pnrr, con oltre 24 miliardi di progetti in carico. Più di 15 miliardi risultano già consuntivati e il 95 per cento degli interventi riguarda l’infrastruttura ferroviaria. "È su questo che siamo fortemente focalizzati", ha rimarcato l’ad.

La gestione non è esente da rischi, legati soprattutto a cause esogene. Secondo Donnarumma, però, tali criticità sono state "fortemente mitigate" attraverso azioni industriali e con la rimodulazione del Piano, concordata con i ministeri e ora al vaglio della Commissione europea.

Il manager ha escluso il rischio di stop alle opere: "La rinegoziazione con Bruxelles non si tradurrà in nessun caso in un blocco delle infrastrutture. La revisione riguarda il rispetto dei tempi e comporta o l’esclusione dell’opera dal Piano – che sarà comunque finanziata con altri fondi – oppure la riconfigurazione del target in chiave costruttiva".

La newco per l’Alta velocità
Resta aperto il dossier della nuova società per l’Alta velocità, che dovrebbe comprendere le tratte in uso esclusivo e alcune linee miste come la direttissima Firenze-Roma. "Il percorso è partito – ha confermato Donnarumma – ma stiamo proseguendo le valutazioni con il Mef".

Il progetto prevede che il perimetro rimanga sotto il controllo di Ferrovie e che si possa applicare il metodo Rab (Regulatory asset base), sia attraverso il ricorso al debito sia tramite forme di equity. "Non c’è ancora una decisione – ha precisato – perché il metodo di finanziamento dovrà essere stabilito dall’Authority. Ma non vogliamo né privatizzare né quotare la società: stiamo solo strutturando un modello per finanziare le opere".

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