• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Giustizia civile: l’Italia manca l’obiettivo del Pnrr, fondi europei a rischio

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Giustizia civile: l’Italia manca l’obiettivo del Pnrr, fondi europei a rischio

Il sistema giudiziario italiano è di nuovo sotto pressione. Uno degli obiettivi chiave del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), relativo alla riduzione dell’arretrato civile, non solo non è stato raggiunto, ma ha registrato un’inversione di tendenza. I dati più recenti parlano di un aumento del 3,5% delle pendenze civili presso i tribunali italiani nel 2024, portando il numero complessivo dei procedimenti in corso a 2.817.759, circa centomila in più rispetto al 2023.

Giustizia civile: l’Italia manca l’obiettivo del Pnrr, fondi europei a rischio

Si tratta di una frenata preoccupante per un settore che, dal 2021, aveva mostrato segnali di miglioramento grazie a riforme mirate e all’ingresso di nuovo personale. Il mancato raggiungimento dell’obiettivo non è solo una questione di efficienza amministrativa: in gioco ci sono i finanziamenti europei legati al Pnrr, vincolati a precisi traguardi di riduzione dei tempi della giustizia.

L’arretrato e il rallentamento della giustizia
L’aumento dell’arretrato si traduce direttamente in una maggiore lentezza dei procedimenti, con conseguenze tangibili per cittadini e imprese. Nel 2024, la durata media di un procedimento civile in tribunale ha raggiunto i 343 giorni, contro i 325 giorni del 2023, segnando un aumento del 5,5%. Nei giudici di pace, la situazione è ancora più grave: da 341 giorni nel 2023, si è passati a 379 giorni nel 2024, con un incremento dell’11,1%.

Questa tendenza rischia di compromettere il traguardo fissato dal Pnrr, che prevedeva una riduzione del 40% della durata media dei procedimenti civili entro giugno 2026. Con questi numeri, il raggiungimento dell’obiettivo appare sempre più difficile.

Se da un lato la riforma Cartabia aveva impostato un meccanismo di velocizzazione dei processi, dall’altro la sua attuazione pratica sta mostrando delle falle strutturali, con criticità legate soprattutto all’organizzazione del personale giudiziario e al sistema di digitalizzazione dei procedimenti.

Il nodo delle assunzioni e le carenze di personale
Uno degli strumenti previsti per migliorare l’efficienza della giustizia civile era l’assunzione di 16.500 addetti all’Ufficio per il processo, figura introdotta proprio per supportare magistrati e personale amministrativo. Tuttavia, al 30 settembre 2024, gli addetti effettivamente in servizio risultavano essere solo 8.804, quasi la metà di quelli previsti.

La mancata copertura dei posti disponibili si sta rivelando un ostacolo significativo alla riduzione dell’arretrato. L’idea alla base della riforma era quella di supportare i magistrati nelle attività di studio delle cause e nella gestione delle pratiche, riducendo così i tempi di decisione. Con meno della metà del personale previsto operativo, il carico di lavoro sui giudici rimane eccessivo, rendendo sempre più difficile smaltire le pendenze in tempi ragionevoli.

Parallelamente, persistono problemi legati alla digitalizzazione dei processi. Nonostante i fondi Pnrr abbiano destinato risorse significative per l’innovazione tecnologica, i tribunali italiani faticano ancora a implementare strumenti informatici adeguati, rallentando ulteriormente la gestione delle pratiche.

Le conseguenze economiche e politiche
Il mancato raggiungimento dell’obiettivo sulla giustizia civile non è solo un problema interno al sistema giudiziario: ha ripercussioni economiche e politiche di ampia portata.

Dal punto di vista economico, una giustizia lenta ha effetti negativi sugli investimenti e sulla competitività del Paese. Le imprese, in particolare, soffrono tempi di attesa eccessivi per la risoluzione delle controversie, con un impatto diretto sulla capacità di attrarre capitali esteri. Secondo alcuni studi, una riduzione dei tempi della giustizia civile potrebbe tradursi in un aumento del PIL fino a 1 punto percentuale, grazie a una maggiore efficienza del sistema produttivo.

A livello politico, la mancata riduzione dell’arretrato giudiziario mette in discussione l’efficacia delle riforme promosse dal governo e, soprattutto, rischia di compromettere l’erogazione dei fondi europei. Il Pnrr stabilisce che i finanziamenti siano subordinati al raggiungimento di precisi obiettivi di performance. Se l’Italia non riuscirà a dimostrare progressi significativi, la Commissione Europea potrebbe sospendere o ridurre i fondi, con effetti pesanti su tutto il piano di ripresa nazionale.

Quali soluzioni?
Per invertire la rotta, il governo sarà chiamato a intervenire rapidamente su più fronti:Accelerare le assunzioni nell’Ufficio per il processo, garantendo che i tribunali abbiano il personale necessario per smaltire l’arretrato.Investire seriamente nella digitalizzazione, eliminando i colli di bottiglia che rallentano l’elaborazione delle pratiche.Rivedere le procedure giudiziarie, puntando su una maggiore semplificazione e su strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, come la mediazione e l’arbitrato.

Le riforme sulla giustizia civile sono una delle pietre angolari del Pnrr, ma senza un cambio di passo concreto il rischio è quello di un’ulteriore perdita di credibilità a livello europeo e di un mancato miglioramento delle condizioni per cittadini e imprese. Il tempo per correggere la rotta sta per scadere.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 124 record
08/01/2026
Umbria, l’algoritmo antimafia che fiuta gli affari sporchi
Umbria prima regione a usare un algoritmo contro le infiltrazioni mafiose: analisi di bila...
08/01/2026
Spazio, parte il mercato delle stazioni private: nel 2026 la prima piattaforma commerciale in orbita
Il 2026 segnerà una svolta non solo tecnologica ma soprattutto economica per il settore sp...
08/01/2026
Fisco 2026: taglia l’Irpef ma accelera pignoramenti e controlli
Nel 2026 il fisco riduce l’Irpef per il ceto medio ma rafforza controlli, IVA “sprint” e p...
08/01/2026
Frodi creditizie in aumento del 9,2%: giovani sotto attacco, allarme CRIF sugli under 30
Crescono i casi di frode legati al credito, cambiano le vittime e si abbassa l’età media
08/01/2026
Azimut, raccolta netta da record nel 2025: al via la piattaforma Azimut NSI
Il Gruppo Azimut ha registrato nel mese di dicembre 2025 una raccolta netta totale di 14,1...
08/01/2026
Paghi in tre rate? L’Ue cambia le regole e il conto rischia di arrivare prima
Il “compro adesso, pago dopo” è diventato il gesto più facile del nostro tempo.
Trovati 124 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia