La Francia sfida Macron sulla riforma del sistema pensionistico

- di: Redazione
 
La Francia oggi è paralizzata da una serie di scioperi indetti in segno di protesta contro il progetto del Governo di innalzare l'età pensionabile dagli attuali 62 a 64 anni. Le agitazioni interessano il trasporto ferroviario e quello aereo, la scuola, il settore pubblico, di fatto lanciando a Emmanuel Macron la seconda grande sfida da quando è salito al potere nel 2017. Dopo le grandi manifestazioni di fine 2019 e inizio 2020, ora il presidente deve subire una contestazione generalizzata su progetto di revisione del sistema pensionistico.

La Francia sfida Macron sulla riforma del sistema pensionistico

Una protesta massiccia, cui hanno garantito l'adesione gli otto principali sindacati e i cinque movimenti di rappresentanza dei giovani. Molte le manifestazioni annunciati nell'intero Paese, con una grande marcia a Parigi, per la quale c'è il timore di infiltrazione da parte di estremisti che potrebbero cercare di dare vita ad atti di violenza.
Un fronte sindacale così ampio e compatto non si vedeva da molto tempo. Nel 2010, tutte le organizzazioni dei lavoratori si opposero contro un'altra riforma delle pensioni, che spostò la soglia da 60 a 62 anni.
Il sindacato ha voluto iniziare subito la battaglia per non farsi prendere alla sprovvista da un iter legislativo svolto a pieno ritmo. Poiché le misure sono contenute in un disegno di legge di modifica del finanziamento della previdenza sociale, i dibattiti parlamentari possono svolgersi in tempi relativamente brevi: venti giorni al massimo in Assemblea nazionale, con l'adozione definitiva del testo prevista per fine marzo.

Acclamata dal governo come una misura vitale per salvaguardare il sistema pensionistico, la riforma si sta rivelando profondamente impopolare tra il pubblico - con il 68% che si dichiara contrario, secondo un sondaggio IFOP di questa settimana -. I sindacati - compresi i cosiddetti "riformisti" che il governo aveva sperato di ottenere dalla propria parte - hanno compattamente condannato il provvedimento, così come le opposizioni di sinistra e di estrema destra all'interno dell'Assemblea nazionale.

"Giovedì le mura del palazzo dell'Eliseo devono tremare", ha detto il leader del Partito Comunista Fabien Roussel.
Poiché il suo partito non ha la maggioranza in Assemblea, il presidente francese Emmanuel Macron sarà costretto a fare affidamento sul sostegno dei circa 60 parlamentari repubblicani. Sebbene in linea di principio favorevoli alla riforma delle pensioni, anche alcuni di loro hanno avvertito che potrebbero votare contro.
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