Migrazioni: accordo tra Francia e Gran Bretagna per sigillare la Manica

- di: Emanuela M. Muratov
 
Nel 2020 circa ottomila persone (la stima, con ogni probabilità, è abbondantemente per difetto) hanno raggiunto in modo illegale la Gran Bretagna partendo dalla Francia. Un fenomeno che Parigi e Londra voglio frenare insieme, superando le frizioni che tra i due Paesi ci sono state nei mesi scorsi con reciproche accuse sulle modalità per frenare il fenomeno, mettendo così in evidente imbarazzo le rispettive diplomazie.

Un accordo è stato raggiunto tra i due ministri dell'Interno, che nelle ultime settimane hanno avuto modo di conquistare ampio spazio sui media per il loro decisionismo: la combattiva Priti Patel, per il Regno Unito e il determinato Gérald Darmanin per la Francia. Insieme hanno ribadito il comune interesse di bloccare il flusso di clandestini.

La prima delle misure che saranno operative a breve (dal 1° dicembre) prevede il raddoppio delle pattuglie francesi - di cui non si conosce il numero - che si avvarranno di droni e radar per rilevare coloro che tentano la traversata. Priti Patel, nel commentare favorevolmente l'accordo, ha detto che esso consentirebbe ai due Paesi di "condividere la missione impossibile rendere le traversate della Manica".

Per il programma comune di contenimento dell'immigrazione clandestina verso la Gran Bretagna i due Paesi hanno deciso di stanziare 31,4 milioni di euro. Negli ultimi mesi un numero sempre crescente di migranti ha cercato di raggiungere la Gran Bretagna attraverso la rotta pericolosa e trafficata del canale della Manica. Tanto che si sono moltiplicate, sul versante francese, le operazioni di polizia per "bonificare" delle aree occupate da centinaia di clandestini in attesa dell'occasione giusta per tentare di arrivare, con qualsiasi mezzo, la Gran Bretagna. Come è accaduto a Calais, dove, per il degrado una zona non distante dal porto stata soprannominata "la giungla".

La pericolosità che accompagna questi tentativi è confermata dal numero accertato (ma che potrebbe anche essere più elevato) dei morti durante i tentativi di traversata, che è stato di quattro nel 2019 e già sette quest'anno. A settembre, le autorità francesi hanno dichiarato di aver intercettato più di 1.300 persone che cercavano di raggiungere il Regno Unito. Addirittura alcune di esse avevano tentato di attraversare a nuoto la Manica, nel punto in cui l'isola e il continente distano una trentina di chilometri.

Tra il 1° gennaio e il 31 agosto, circa 6.200 migranti hanno tentato di arrivare in Gran Bretagna, utilizzando gommoni, paddles (tavole da surf spinte con pagaie), kayak o indossando giubbotti di salvataggio. Molti, i più "fortunati", si sono serviti di imbarcazioni di fortuna fornite loro a caro prezzo da trafficanti, che stanno facendo la loro fortuna, approfittando della disperazione di chi, magari dopo avere percorso migliaia di chilometri, ha come solo obiettivo arrivare in Gran Bretagna, spesso per ricongiungersi con familiari.

Per molti altri immigrati la speranza di arrivare in Gran Bretagna passa per l'utilizzo di una delle decine di migliaia di veicoli che attraversano, quotidianamente, il Canale della Manica, e che spesso riescono ad eludere i controlli di polizia.
Il Magazine
Italia Informa - N°1 Gennaio-Febbraio 2021
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