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Ferrari ottimista sui dazi e sul 2025, ma il titolo crolla in borsa

- di: Marta Giannoni
 
Ferrari ottimista sui dazi e sul 2025, ma il titolo crolla in borsa
Ferrari ottimista sui dazi e sul 2025, ma il titolo crolla in borsa
Finanza solida, margini al sicuro e guida confermata — ma il mercato si aspettava di più.

Risultati del secondo trimestre: numeri buoni, reazione fiacca

Ferrari ha archiviato il secondo trimestre del 2025 con ricavi netti pari a 1,787 miliardi di euro, in crescita del 4,4 % rispetto al 2024, e un utile operativo (EBIT) di 552 milioni (+8,1 %), con margine del 30,9 %, oltre a un utile netto di 425 milioni (+2,9 %) e un EBITDA di 709 milioni (39,7 % di margine). Tuttavia, i dati sono risultati di poco inferiori alle attese, con EPS pari a 2,38 € contro stime di 2,40 € e ricavi leggermente sotto al consenso di 1,82 miliardi.

Il titolo Ferrari ha reagito malissimo: un crollo fino al -12 % nella sessione milanese, la caduta più marcata dal debutto in Borsa del 2016, cancellando oltre 9 miliardi di capitalizzazione.

Dazi Usa: rischio sventato, margini intatti

Dopo l’accordo Usa‑Ue, che ha stabilito un dazio del 15 % sulle auto europee (contro il 27,5 % prospettato inizialmente), Ferrari ha annunciato la rimozione del rischio sui margini — stimato in precedenza in 50 punti base — grazie a costi industriali più bassi nel secondo semestre.

“Rimuoviamo il rischio sui margini già evidenziato a marzo…”Benedetto Vigna

Il CEO ha precisato di mantenere inalterata la politica commerciale fino a effettiva attivazione del nuovo regime doganale, con la prospettiva di ridurre i premi sui prezzi in USA quando il dazio al 15 % entrerà in vigore.

Ordine book e lancio dell’elettrica confermati

Vigna ha ribadito una portata dell’order book fino all’inizio del 2027 e ha elogiato il feedback ricevuto dai nuovi modelli, in particolare la linea 12Cilindri e SF90 XX, oltre alla recente coupé Amalfi, che ha ridefinito il segmento del gran turismo contemporaneo.

Importante sul fronte elettrico: nessun ritardo sul lancio previsto della prima Ferrari 100 % elettrica, che sarà svelata durante il Capital Markets Day di ottobre 2025, con vendite attese per il 2026. Non è previsto alcun secondo modello parallelo.

Commenti degli analisti: confusione tra guida e aspettative

Nonostante il management abbia confermato e rafforzato la fiducia nelle previsioni per il 2025 — EBITDA ≥ 2,68 mld €, EBIT ≥ 2,03 mld €, margini rispettivamente ≥ 38,3 % e ≥ 29 % — gli analisti restano cauti.

Citi ha osservato che “l’attenzione si sposta sulla capacità di mantenere il margine operativo nella seconda metà” dell’anno, in presenza di rallentamento delle vendite e del prezzo medio di vendita.

Bernstein e altri hanno confermato rating “Outperform”, sottolineando come Ferrari resti un benchmark di resilienza nel settore lusso grazie alla sua flessibilità di pricing e alla forte domanda personalizzata.

Il punto di equilibrio: eccellenza attesa, tolleranza zero

Ferrari conferma il suo posizionamento come eccellenza finanziaria: margini tra i più solidi del settore, ricavi diversificati (anche dalla Formula 1 e lifestyle), e un ordine book blindato. Tuttavia, il mercato ha punito qualsiasi minima deviazione dalle aspettative, anche se ben spiegata e fisiologica.

In conclusione

Ferrari chiude il Q2 2025 con numeri robusti e conferma il percorso strategico con maggior fiducia dopo la risoluzione del tema dazi. Il crollo del titolo riflette più una reazione emotiva del mercato che problemi reali nei conti: per una casa che fa dell’immagine e dell’eccellenza la sua ragion d’essere, non sorprendere è una debolezza.

Dichiarazioni chiave

  • “La prima metà del 2025 ci ha ricordato l’importanza di agilità e flessibilità…”Benedetto Vigna
  • “Rimuoviamo il rischio sui margini già evidenziato a marzo…”Vigna
  • “Order book fino al 2027, domanda per nuovi modelli eccellente…”Vigna
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