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Farmaceutica italiana sprint: export +33,7% e Usa primo partner nel 2025

- di: Alberto Venturi
 
Farmaceutica italiana sprint: export +33,7% e Usa primo partner nel 2025

La farmaceutica corre e si prende la scena dell’economia italiana: non solo tiene, ma cresce più del resto della manifattura. I numeri Istat fotografano una fase di forte dinamismo, trainata da produzione e scambi commerciali in accelerazione.

Farmaceutica italiana sprint: export +33,7% e Usa primo partner nel 2025

Tra gennaio e ottobre 2025 l’export di prodotti farmaceutici è salito in media del 33,7%, mentre l’import è aumentato del 44,6%. Il settore rafforza così il proprio peso, arrivando a oltre il 10% dell’interscambio nazionale. Gli Stati Uniti diventano il perno della crescita, conquistando il ruolo di principale partner commerciale per l’Italia.

E in un quadro di scambi complessivamente moderati, la farmaceutica si conferma il comparto più brillante. La presenza di multinazionali a controllo estero resta elevata e incide in modo rilevante sulle esportazioni.
Intanto la produzione industriale del settore segna un +1,6% su base annua, contro il -1,0% dell’intera manifattura. Il risultato è un cambio di passo che pesa su export, import e capacità competitiva del Paese.
E che spinge la farmaceutica ai vertici del manifatturiero italiano.

Export e import in accelerazione: la farmaceutica pesa oltre il 10%
Il settore farmaceutico in Italia sta sperimentando una fase di forte dinamismo, superando in modo rilevante la performance dell’intero comparto manifatturiero, sia in termini di produzione sia di scambi commerciali. È quanto rileva l’Istat nella nota sull’andamento dell’economia, indicando un’accelerazione netta tra gennaio e ottobre 2025: l’export di prodotti farmaceutici è aumentato in media del 33,7% e l’import del 44,6%. La crescita degli scambi rafforza il peso del comparto, che si attesta a oltre il 10% dell’interscambio nazionale, confermando la farmaceutica come uno dei motori più solidi della proiezione internazionale dell’Italia.

L’Istat sottolinea anche il contrasto con il quadro generale: al netto della farmaceutica, tra gennaio e ottobre dello scorso anno l’aumento tendenziale degli scambi di merci dell’Italia è risultato positivo ma modesto, con esportazioni a +0,6% e importazioni a +0,5%. In altre parole, mentre il commercio estero complessivo cresce poco, la farmaceutica imprime una spinta forte e visibile, spostando l’ago della bilancia dell’interscambio.
Sul fronte delle importazioni, inoltre, la dinamica del comparto appare nettamente più intensa rispetto al totale: le importazioni complessive sono cresciute del 3,7%, un valore distante dal +44,6% registrato dagli acquisti dall’estero della farmaceutica. Un divario che evidenzia la centralità del settore anche dal lato degli approvvigionamenti e delle catene produttive, sempre più integrate su scala internazionale.

Usa centrali per la crescita: diventano primo partner commerciale
Tra gli elementi chiave messi in evidenza dall’Istat c’è il ruolo degli Stati Uniti, che hanno svolto una funzione centrale per la crescita delle esportazioni nazionali di prodotti farmaceutici. Washington diventa infatti il principale partner commerciale per l’Italia in questo comparto, rafforzando l’asse transatlantico in un segmento ad alto valore aggiunto e ad alta intensità tecnologica.
Questo passaggio non è solo statistico: spiega una parte decisiva della crescita dell’export e segnala come il mercato statunitense sia diventato determinante per sostenere i flussi in uscita del Made in Italy farmaceutico. Nel contesto attuale, la capacità di presidiare mercati di sbocco forti e strutturati incide direttamente sulla tenuta industriale e sulle prospettive di investimento del settore.

L’Istat evidenzia anche un altro aspetto strutturale: nel comparto farmaceutico è elevata la presenza di imprese multinazionali a controllo estero, con un ruolo molto rilevante per l’export. Un elemento che contribuisce a spiegare la forza delle esportazioni e la capacità di competere su mercati globali, ma che al tempo stesso descrive un settore fortemente integrato nelle strategie produttive e commerciali di grandi gruppi internazionali.

Produzione in crescita e quota record: dal 5% al 10,9% dell’export
La spinta della farmaceutica si riflette anche nella produzione industriale. L’indice del comparto è aumentato dell’1,6% su base tendenziale, a fronte di un calo dell’1,0% osservato per l’intera manifattura. Il dato mette in evidenza la divergenza tra un settore in espansione e un comparto manifatturiero che invece mostra segnali di rallentamento, confermando la farmaceutica come area di resilienza e crescita.
Il risultato più evidente è l’aumento della quota del settore farmaceutico nell’interscambio commerciale italiano. Le esportazioni in valore, che nel 2015 pesavano meno del 5% dell’export, nel 2024 sono salite all’8,7% del totale del valore dei flussi in uscita. Nei primi dieci mesi del 2025 la percentuale è ulteriormente cresciuta, arrivando al 10,9% del totale: un salto che racconta la trasformazione del profilo commerciale del Paese e l’ascesa del farmaceutico tra i settori più pesanti e performanti.

Anche sul fronte import, la traiettoria è in crescita: la quota è passata dal 6,0% al 7,4% tra il 2015 e il 2024, e nei primi dieci mesi del 2025 ha raggiunto il 10% del totale degli acquisti italiani dall’estero. Numeri che, letti insieme, mostrano un comparto sempre più centrale nelle dinamiche industriali e commerciali italiane, capace di trascinare l’interscambio e di imporsi come riferimento nel manifatturiero.
In sintesi, la fotografia Istat consegna un messaggio chiaro: la farmaceutica è in una fase di forte dinamismo e sta superando in modo rilevante la performance dell’intero comparto manifatturiero. Export in forte crescita, import in accelerazione, produzione in aumento e una quota nell’interscambio che supera la doppia cifra rendono il settore uno dei protagonisti più solidi del 2025, con gli Stati Uniti al centro della spinta commerciale.

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