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Eni alza le stime sul 2025: “Trimestre eccellente”, conti solidi e strategia autofinanziata

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Eni alza le stime sul 2025: “Trimestre eccellente”, conti solidi e strategia autofinanziata

Eni archivia un secondo trimestre 2025 al di sopra delle aspettative degli analisti, in un contesto macroeconomico che l’amministratore delegato Claudio Descalzi definisce “sfidante”. Il gruppo registra un utile netto adjusted di 1,13 miliardi di euro, con un tax rate consolidato al 46,6%. Nonostante le difficoltà legate all’andamento dei prezzi delle commodity e al cambio euro/dollaro, la società mostra una tenuta complessiva eccellente, grazie alla qualità del portafoglio, alla disciplina finanziaria e a una strategia ben definita.

Eni alza le stime sul 2025: “Trimestre eccellente”, conti solidi e strategia autofinanziata

L’Ebit proforma adjusted si attesta a 2,68 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa operativo raggiunge i 2,8 miliardi, superando di 2 miliardi le necessità di investimento del trimestre. Si tratta, come sottolinea lo stesso Descalzi, della “più forte struttura patrimoniale mai registrata” per Eni.

Strategia resiliente e autofinanziata


Il Ceo rivendica con decisione la validità della rotta intrapresa dal gruppo: “La costante attenzione con la quale Eni continua ad attuare la propria strategia ha determinato gli eccellenti risultati del secondo trimestre 2025. Nonostante uno scenario di mercato sfidante, il modello di business Eni conferma robustezza e flessibilità”.

La strategia aziendale rimane centrata sulla crescita autofinanziata, sostenuta da un portafoglio solido e da progetti a contenuto prezzo di pareggio. Questo approccio consente al gruppo non solo di proseguire negli investimenti, ma anche di generare valore per gli azionisti e di mantenere una forte capacità di autofinanziamento.

Focus su transizione energetica, GNL e upstream

Nel corso del trimestre, Eni ha portato avanti diverse iniziative strategiche in ambito energetico e ambientale. Tra queste, spiccano l’accordo con Ares per un investimento del 20% in Plenitude e la costituzione di una joint venture con GIP per la gestione del business della cattura e stoccaggio di carbonio (CCUS), definito come uno dei “satelliti della transizione”.

Nel comparto upstream, il gruppo si prepara a lanciare nei tempi previsti un nuovo progetto congiunto con Petronas, focalizzato sulla valorizzazione delle risorse di gas in Indonesia e Malesia. Parallelamente, l’annunciata decisione finale di investimento per il progetto Argentina LNG rappresenta un importante sviluppo nel business del gas naturale liquefatto, ritenuto strategico nella visione di lungo periodo di Eni.

Previsioni riviste al rialzo per il 2025


Alla luce dei risultati conseguiti nel secondo trimestre, Eni rivede al rialzo le previsioni per l’intero anno. L’azienda conferma anche il piano di ritorni per gli azionisti, rafforzato dalla solidità della performance industriale e da ulteriori iniziative di cassa identificate, che dovrebbero generare circa 3 miliardi di euro a beneficio della posizione finanziaria complessiva.

Descalzi ha concluso ricordando che la crescita è stata registrata in tutti i business del gruppo: “Abbiamo continuato a generare valore e crescita in ogni comparto, confermando l’efficienza operativa e l’efficacia della nostra strategia industriale”. I numeri sembrano dargli ragione, offrendo al mercato un messaggio chiaro: anche in un contesto globale incerto, Eni tiene saldamente il timone.

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