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Ecobonus e Superbonus, i ricchi ringraziano: i poveri restano al buio

- di: Marta Giannoni
 
Ecobonus e Superbonus, i ricchi ringraziano: i poveri restano al buio
Ecobonus e Superbonus, i ricchi ringraziano: i poveri restano al buio
Lo studio di Carfora, Minervini e Scandurra smonta l’idea che gli incentivi abbiano aiutato chi è in difficoltà: hanno rafforzato disuguaglianze e divari territoriali.

Gli incentivi fiscali per l’efficienza energetica degli edifici hanno ridotto i consumi, ma hanno fallito sul terreno più delicato: quello della giustizia sociale. È il cuore della denuncia contenuta nell’analisi firmata da Alfonso Carfora e Leo Fulvio Minervini, ricercatori universitari, e Giuseppe Scandurra, professore universitario. La loro indagine mostra come strumenti costosi e generosi, dall’Ecobonus al Superbonus 110%, abbiano portato benefici a chi meno ne aveva bisogno: famiglie ricche, proprietarie di immobili e residenti in aree già meno esposte alla povertà energetica.

Il nodo è la giustizia sociale

La povertà energetica, ricordano Carfora, Minervini e Scandurra, colpisce circa il 9 per cento delle famiglie italiane e presenta forti differenze territoriali. Nel Mezzogiorno, come in Calabria, Sicilia e Puglia, la quota supera il 15 per cento. “Il problema non è solo quanto energia si risparmia, ma chi beneficia degli incentivi”, affermano Carfora, Scandurra e Minervini.

Numeri energetici senza equità

Gli autori evidenziano che gli interventi incentivati hanno generato un risparmio annuo di energia molto rilevante. Ma la distribuzione dei benefici è squilibrata. “Solo una quota limitata ha riguardato tecnologie cruciali come fotovoltaico e pompe di calore”, puntualizza l’indagine. La maggior parte delle richieste si è concentrata su caldaie a gas più efficienti, che migliorano i consumi ma non azzerano le emissioni.

Chi ha preso i bonus

L’analisi microeconomica è impietosa. “Circa il 50 per cento delle detrazioni totali è stato richiesto da appena il 10 per cento dei contribuenti più abbienti”, evidenziano Carfora, Minervini e Scandurra. Parliamo di famiglie con alti redditi, ampio patrimonio immobiliare e la capienza fiscale necessaria per sfruttare al massimo le agevolazioni.

Il divario territoriale

Le regioni settentrionali, meno colpite dal disagio, hanno intercettato oltre il 60 per cento delle detrazioni. Nel Mezzogiorno, dove le famiglie soffrono di più, la spesa per riqualificazione è rimasta bassa. “È una fotografia eloquente delle disuguaglianze amplificate da una misura nata per ridurle”, affermano Carfora, Scandurra e Minervini.

Perché gli esclusi restano fuori

Le ragioni sono molte e intrecciate: impossibilità di anticipare le spese, mancanza di proprietà immobiliare, scarsa informazione, burocrazia complessa. “Proprio le barriere che si rivelano insormontabili per chi vive condizioni di vulnerabilità economica”, evidenzia lo studio.

Cosa fare adesso

Carfora, Minervini e Scandurra propongono un cambio di rotta netto: più selettività per interventi e beneficiari, meccanismi di accesso semplificati e meno onerosi, priorità alle famiglie vulnerabili. “Occorre un ripensamento radicale, con regole semplici e criteri di reddito che orientino davvero le risorse dove servono”, affermano gli autori.

Il messaggio

Il messaggio è netto: senza una correzione mirata, Ecobonus e Superbonus resteranno politiche regressivi che “illuminano le case di chi già può permetterselo, lasciando nell’ombra chi non riesce a riscaldarsi d’inverno e a rinfrescarsi d’estate”, concludono Carfora, Scandurra e Minervini.

 

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