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Stm ritira gli esuberi: Catania punta al polo europeo del SiC

- di: Vittorio Massi
 
Stm ritira gli esuberi: Catania punta al polo europeo del SiC

Catania diventa il fulcro europeo del carburo di silicio. Agrate salvo: via libera a rilancio produttivo; cinque miliardi per Catania e spiragli per il Chips Act 2.0.

(Foto: il ministro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso).

Nel corso del tavolo STMicroelectronics tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), si è fatto un passo decisivo verso la stabilità occupazionale e un rafforzamento della strategia industriale italiana nel settore dei semiconduttori. Le parti – azienda, governo, sindacati e Regioni Lombardia e Sicilia – hanno trovato una sintesi che rompe la tensione: gli esuberi previsti per il sito di Agrate Brianza vengono ritirati; Catania viene messa al centro di un programma pluriennale che ambisce a farne il polo europeo del carburo di silicio.

Agrate: nessun licenziamento collettivo, nuovo piano industriale

  • STMicroelectronics ha ufficialmente annunciato al tavolo del MIMIT la rinuncia agli esuberi ad Agrate Brianza.
  • L’azienda proporrà ora un piano industriale di rilancio per lo stabilimento lombardo, da definire congiuntamente con sindacati, governo e istituzioni locali, con orizzonte almeno fino al 2032.
  • I sindacati salutano la decisione ma chiedono concretezza: servono garanzie sul “riempimento” del piano, sui numeri occupazionali e sul futuro tecnologico del sito.

Catania: cinque miliardi per diventare centro strategico europeo di sic

Il progetto per Catania prevede un investimento complessivo di 5 miliardi di euro per il periodo 2023-2037, con agevolazioni pubbliche superiori a 2 miliardi. L’obiettivo è creare il primo campus europeo integrato per il carburo di silicio (SiC), dall’R&S alla produzione di wafer, fino a test, packaging, front-end e back-end.

Tra i prerequisiti infrastrutturali, sono già in corso gli adeguamenti per la gestione idrica e l’aumento delle portate necessarie a sostenere la capacità produttiva prevista, coerentemente con il cronoprogramma autorizzato.

Il ruolo del governo e la spinta al chips act 2.0

Il ministro Adolfo Urso ha definito “inaccettabili” i licenziamenti collettivi ad Agrate e ha preteso da STMicroelectronics un piano industriale solido che non tolga ma crei valore: investimenti consistenti, visione industriale e sostenibilità. Contestualmente, da Roma è partita una pressione politica perché l’Europa concretizzi il Chips Act 2.0: non solo enunciazioni, ma procedure rapide, semplificazione e politiche industriali integrate per rafforzare la filiera dei semiconduttori.

Criticità e sfide da affrontare

  • Pur ritirati gli esuberi, restano nodi da sciogliere: la gestione delle uscite volontarie, il mix tecnologico-produttivo di Agrate, l’aggiornamento delle competenze.
  • A Catania pesano la tempistica degli impianti, la piena operatività delle infrastrutture idriche e la capacità di tradurre gli investimenti in occupazione qualificata.
  • Il mercato globale dei semiconduttori rimane volatile: materie prime, competizione internazionale, logistica ed energia impongono scelte rapide e coordinate.

Un bivio industriale

Questa fase può segnare una svolta: da un lato, Agrate riparte dal dialogo, dalla rinuncia agli esuberi e da un piano condiviso; dall’altro, Catania ambisce a un ruolo chiave nella filiera del SiC, con investimenti ingenti e obiettivi lungimiranti. Nulla però è scontato: serviranno attuazione concreta, trasparenza e tempi certi. Se l’Italia manterrà il ritmo e l’Europa tradurrà le promesse in misure efficaci con il Chips Act 2.0, si potrà parlare non solo di sopravvivenza dei siti produttivi, ma di leadership reale nel comparto strategico dei semiconduttori.

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