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Mediobanca sotto osservazione di S&P dopo l’OPA Mps: downgrade?

- di: Vittorio Massi
 
Mediobanca sotto osservazione di S&P dopo l’OPA Mps: downgrade?
Mediobanca sotto osservazione di S&P dopo l’OPA Mps

S&P mette in CreditWatch negativo il rating di Piazzetta Cuccia dopo l’OPA di Mps: opportunità, timori e scenari futuri.

Il mondo bancario italiano vive ore di attenzione: l’agenzia di rating ha spostato il giudizio a lungo termine di Mediobanca (BBB+) in CreditWatch con implicazioni negative dopo il successo dell’operazione su Mps. Il messaggio è chiaro: benefici potenziali nel lungo periodo, ma incognite consistenti nel breve-medio termine legate a integrazione, rischio operativo e combinazione dei profili.

Cosa significa “CreditWatch negativo”

Mettere un rating sotto CreditWatch negativo implica la possibilità di un taglio di un gradino se gli sviluppi peggiorassero il merito di credito rispetto alla situazione attuale. Nel caso di Mediobanca, l’attenzione si concentra su stabilità patrimoniale, qualità degli attivi, redditività e governance del perimetro combinato con Siena.

I tre nervi scoperti

Primo: il franchise di Siena, percepito come più esposto e con un profilo di rischio più elevato rispetto a Piazzetta Cuccia. Secondo: i rischi di esecuzione tipici di ogni integrazione complessa — sistemi, persone, processi, cultura aziendale. Terzo: la necessità di piani industriali e finanziari dettagliati su capitale, sinergie, efficienza e crescita, per sciogliere i dubbi sul nuovo perimetro.

Perché qualcuno resta ottimista

Non mancano le luci. L’operazione potrebbe liberare sinergie fiscali tramite utilizzo delle Dta, migliorare la leva operativa e ottimizzare il capitale del gruppo combinato. Alcuni broker hanno rivisto in rialzo i target price di Mps alla luce delle adesioni superiori alle attese e dei potenziali benefici industriali.

Il termometro del mercato

A Piazza Affari, Siena ha esteso la corsa dopo la chiusura dell’operazione, con un progresso a più sedute che segnala fiducia in parte dello scenario positivo. In parallelo si sono registrate cessioni di azioni da parte di esponenti del top management di Mediobanca, interpretate dagli operatori come mosse di prudenza tattica in un contesto di volatilità e incertezza sull’esito finale dell’integrazione.

Governance e prossime mosse

Il dossier governance entra nel vivo: si lavora alla lista per il nuovo cda, con dimissioni in blocco attese e la macchina delle nomine già avviata. Sul tavolo ci sono profili interni ed esterni, con l’ipotesi di candidature esterne data oggi come la più probabile. Tempistiche, composizione e deleghe del board saranno determinanti per dare credibilità al piano e rassicurare il mercato.

Tre scenari possibili

Scenario 1 – Ritiro del CreditWatch. Piani chiari, sinergie tangibili e gestione del rischio convincente portano a una conferma del rating: migliorano reputazione e accesso al funding.

Scenario 2 – Taglio del rating. Se integrazione e qualità degli attivi del perimetro combinato deludono, si alza il costo della raccolta e aumenta la pressione su azioni e obbligazioni.

Scenario 3 – Allungamento dei tempi. Ostacoli regolamentari o di governance prolungano l’incertezza, con rischio di perdere momentum su ricavi e efficienza.

Una mossa scontata

La mossa dell’agenzia era quasi scontata: quando un campione nazionale con metriche migliori si fonde con un partner dal rischio più alto, i rating non possono restare fermi senza prove solide. Ma non è un punto di non ritorno. Se la nuova entità saprà mettere a terra le sinergie, proteggere redditività e capitale e presentare una governance all’altezza, il medio-lungo periodo potrebbe restituire più di quanto oggi il mercato sconti.

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