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Inflazione al 2,1% ad agosto, Bce pronta alla pausa tassi a settembre

- di: Matteo Borrelli
 
Inflazione al 2,1% ad agosto, Bce pronta alla pausa tassi a settembre
Inflazione al 2,1% ad agosto, Bce pronta alla pausa a settembre
L’inflazione sorprende appena sopra il target, core stabile. Una normalizzazione che la Bce non vuole mettere a rischio a settembre con un ulteriore ribasso dei tassi.

(Foto: la presidente della Bce, Christine Lagarde, con il presidente della Fed, Jerome Powell).

Ad agosto l’inflazione dell’eurozona torna a muoversi leggermente al rialzo, attestandosi al 2,1% annuo. È un decimo sopra il mese precedente e appena oltre l’obiettivo della banca centrale, abbastanza per tenere la Bce in modalità prudente. Nel frattempo la componente di fondo resta stabile: un dettaglio che rafforza la narrativa di un processo disinflazionistico ancora in corso, ma non concluso.

Inflazione ancora sotto la lente

La fotografia di agosto conferma un quadro a due velocità: da un lato l’headline che si ferma poco sopra il target, dall’altro una core che non accelera. Per la politica monetaria significa che il sentiero di normalizzazione può proseguire senza fretta, evitando mosse affrettate che rischierebbero di frenare un’economia già in decelerazione. La tendenza di fondo indica che i picchi inflazionistici sono alle spalle, ma le pressioni non sono ancora del tutto evaporate.

Alimentari e servizi, i motori che cambiano ritmo

Nel paniere si nota una diversa intensità delle spinte: gli alimentari restano tra i capitoli più vivaci, mentre i servizi mostrano segnali di raffreddamento rispetto ai massimi di inizio anno. I beni industriali non energetici si muovono su ritmi contenuti e l’energia continua a fare da zavorra, anche se con cali meno marcati. È una composizione che aiuta a leggere meglio il dato headline e a stimare come si propagheranno i prezzi nei prossimi mesi.

La Bce verso una pausa, ma con il fiato sul collo ai rischi

Con questo mix di numeri, a settembre prende corpo l’ipotesi di una pausa sui tassi. Non è un cambio di rotta, bensì una verifica di tenuta: l’istituto di Francoforte preferisce osservare l’effetto cumulato degli irrigidimenti passati prima di intervenire ancora. Allo stesso tempo, nel board non manca l’avvertenza a non dare per scontato un atterraggio morbido dell’inflazione.

“Non possiamo modulare l’inflazione come un termostato in un mondo esposto a shock”, ha osservato Isabel Schnabel, ricordando che la banca centrale agirà se le aspettative a medio termine dovessero disancorarsi. Il messaggio è chiaro: niente “pilota automatico”, ma decisioni dati alla mano, riunione per riunione.

Nessuna compiacenza, la prudenza resta d’obbligo

Tra i rischi citati dagli esponenti dell’istituto figurano eventuali nuovi strappi sui prezzi delle materie prime, possibili tensioni commerciali e la dinamica dei salari in un mercato del lavoro ancora resiliente. Qualsiasi ritorno di fiamma potrebbe riaccendere la pressione sui servizi, il capitolo più legato alla domanda interna. La comunicazione della Bce insiste quindi su un equilibrio: preservare il disinflazionamento senza comprimere oltre misura l’attività economica.

Scenari: equilibrio fragile, bussola puntata sul 2%

Gli scenari a breve suggeriscono una discesa graduale dell’inflazione nei trimestri a venire, con possibili oscillazioni intorno al 2%. Molto dipenderà dal comportamento dei margini nelle imprese, dalla dinamica dei redditi reali e dall’andamento del ciclo globale. La banca centrale continuerà a calibrare l’orientamento su questi fattori, consapevole che il tratto finale della corsa verso l’obiettivo è sempre il più delicato.

Una pausa tattica

Inflazione al 2,1%, core stabile, servizi in lieve rallentamento: il pacchetto di agosto invita la Bce a una pausa tattica, mantenendo però la guardia alta. Il percorso verso la stabilità dei prezzi non è lineare; la differenza, nei prossimi mesi, la faranno i dettagli del paniere e la risposta della domanda. Prudenza, quindi, ma senza farsi trovare impreparati.

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