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Farmindustria “Il farmaco traina l’export, servono segnali in manovra”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Farmindustria “Il farmaco traina l’export, servono segnali in manovra”
Farmindustria: farmaco traina l’export, servono segnali in manovra
La leadership italiana

«Nelle condizioni di grande instabilità attuali l’Italia ha di fronte a sé una direzione chiara: mantenere la sua posizione di leadership nella produzione di farmaci confermata dagli ultimi dati record sull’export». Lo afferma Marcello Cattani, (foto) presidente di Farmindustria. Nelle condizioni di grande instabilità attuali l’Italia ha di fronte a sé una direzione chiara: mantenere la sua posizione di leadership nella produzione di farmaci confermata dagli ultimi dati record sull’export, ha detto Cattani.

La strategia a due livelli

«Una strategia – aggiunge – che va perseguita sia a livello europeo, dove va invertita la rotta rispetto ai passi falsi della Commissione Ue, sia in Italia, dove la premier Meloni e il Governo sono consapevoli della strategicità del settore e per questo ci aspettiamo dei segnali in manovra». Una strategia che va perseguita sia a livello europeo sia in Italia… ci aspettiamo dei segnali in manovra, ha aggiunto Cattani.

Innovazione ed export

Per Cattani, la chiave resta l’innovazione. «Investire in innovazione porta a frutti importanti. Il primo semestre testimonia una crescita tumultuosa con quasi il 39% in più di export in farmaci. Certo conta l’effetto stock per cui sono state fatte scorte negli scambi con gli Stati Uniti per i dazi. Ma il trend dura da tempo: magari si riassesterà nel corso dell’anno, ma è una crescita che ormai ha una base strutturale forte». Investire in innovazione porta a frutti importanti… quasi il 39% in più di export in farmaci… una crescita che ormai ha una base strutturale forte, ha spiegato Cattani.

L’impatto dei dazi Usa

Sull’effetto dei dazi americani, il presidente di Farmindustria ridimensiona l’allarme: «Al momento non vediamo segnali particolari. Resta la preoccupazione, ma il 15% è un livello di dazio che ragionevolmente sarà scaricato sui clienti americani e quindi andrà ad impattare sull’acquisto Usa». Al momento non vediamo segnali particolari… il 15% sarà scaricato sui clienti americani, ha precisato Cattani.

Europa e competitività

Il tema più ampio riguarda però la risposta europea. «Abbiamo fiducia nel ruolo del governo italiano affinché spinga la Commissione Ue a rimettere immediatamente al centro la competitività dell’industria farmaceutica e la sua capacità di attrarre risorse in ricerca, dove abbiamo perso il 25% degli investimenti negli ultimi 20 anni a favore prima degli Usa e poi della Cina. Dobbiamo essere meno dipendenti per i principi attivi da Cina e India». Abbiamo fiducia nel governo italiano perché la Ue rimetta al centro la competitività… abbiamo perso il 25% degli investimenti… dobbiamo essere meno dipendenti da Cina e India, ha sottolineato Cattani.

Provvedimenti in agenda

Cattani critica l’impostazione attuale delle politiche comunitarie: «Ci sono diversi provvedimenti in agenda come la strategia Ue sulle scienze della vita o il Critical Medicines Act che oggi vanno in una direzione sbagliata. Bisogna agire con grande velocità, una dimensione che sfugge a chi governa oggi la Ue e cioè alla presidente von der Leyen». Ci sono provvedimenti che vanno in una direzione sbagliata… bisogna agire con grande velocità, ha osservato Cattani.

Brevetti e payback

Sul fronte della proprietà intellettuale, la richiesta è chiara: «Dobbiamo avere condizioni quantomeno pari o più attraenti rispetto a Cina e Usa». E, guardando al confronto con il governo, il presidente di Farmindustria aggiunge: «Abbiamo incontrato la settimana scorsa il ministro dell’Economia Giorgetti a cui abbiamo manifestato il nostro desiderio di cancellare il payback e di aumentare dell’1% la quota del fondo sanitario da destinare alla spesa farmaceutica da canalizzare tutta sugli acquisti diretti, cosa che ci permetterebbe di ridurre il rimborso e di portarlo dal 18,5% al 13% sulla base imponibile delle aziende. Sarebbe un segnale concreto». Dobbiamo avere condizioni più attraenti rispetto a Cina e Usa… cancellare il payback, aumentare dell’1% la quota del fondo sanitario sugli acquisti diretti, riducendo il rimborso dal 18,5% al 13%, ha concluso Cattani.

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