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Dazi sulle auto dimezzati: l’Ue cede, l’America incassa

- di: Bruno Legni
 
Dazi sulle auto dimezzati: l’Ue cede, l’America incassa
Dazi auto Usa al 15%: l’Ue azzera i dazi industriali
L’Europa annulla i dazi industriali per ottenere il taglio Usa sulle auto. Un compromesso che salva l’automotive ma solleva accuse di resa. Trump porta a casa un successo politico, Bruxelles si gioca miliardi. Il mercato applaude, ma l’equilibrio appare tutt’altro che stabile.

Il taglio dei dazi americani sulle auto europee

Dal 1° agosto 2025 le tariffe americane sulle auto europee sono scese dal 27,5% al 15%. Una riduzione retroattiva che, secondo stime della Commissione, vale per l’industria europea dell’automotive oltre mezzo miliardo di euro di risparmi in un solo mese. Il commissario Ue al Commercio Maroš Šefčovič ha commentato a Bruxelles: “Un sollievo per un settore strategico che vive mesi complicati”.

Il taglio, però, non arriva gratis. Per ottenere la concessione, l’Unione europea ha dovuto eliminare i dazi su tutti i beni industriali provenienti dagli Stati Uniti, oltre ad aprire contingenti tariffari per settori agricoli e ittici. Una decisione che sposta miliardi dalle casse doganali europee a vantaggio delle imprese americane.

Il compromesso di Turnberry

L’accordo affonda le radici nel summit di Turnberry, in Scozia, dove il 27 luglio Donald Trump e Ursula von der Leyen hanno siglato un’intesa politica sui dazi. La dichiarazione congiunta è stata formalizzata il 21 agosto, imponendo all’Ue di presentare subito proposte legislative per rendere operativo il nuovo quadro.

Da quel momento la partita si è spostata a Bruxelles: la Commissione ha confezionato due regolamenti chiave, uno per azzerare i dazi sui beni industriali e l’altro per rinnovare la liberalizzazione dei crostacei, compresi i prodotti lavorati. Entrambi con effetto retroattivo dal primo agosto.

Quanto costa la mossa europea

L’impatto economico non è indifferente. Secondo calcoli ufficiali, solo sui beni industriali l’Ue perderà 4,6 miliardi di entrate doganali annue, pari a un saldo netto di 3,4 miliardi sul bilancio comunitario. A questi si aggiungono 172 milioni per il comparto agricolo e 47 milioni per la pesca. Cifre che per molti osservatori fanno apparire il deal come uno scambio squilibrato.

Un ex alto funzionario europeo ha parlato di “resa totale, con l’Europa che regala il suo spazio di manovra industriale per ottenere un alleggerimento parziale sui dazi auto”.

Il contesto politico: Trump festeggia, l’Ue si spacca

Il presidente americano Donald Trump ha presentato il taglio delle tariffe come una vittoria negoziale: “L’America ottiene condizioni giuste, l’Europa paga finalmente il prezzo delle sue barriere”.

A Bruxelles, invece, il dibattito è rovente. Mentre la Commissione europea difende la scelta come “l’unico modo per proteggere il settore automobilistico europeo da una crisi più profonda”, diversi europarlamentari parlano di “capitolazione”. I think tank più critici, come Bruegel, hanno definito l’intesa “profondamente asimmetrica”.

Le ricadute sul mercato auto

Sul fronte industriale, la riduzione dei dazi coincide con un momento delicato per il mercato europeo dell’auto. A luglio le immatricolazioni in Europa occidentale sono cresciute del 5,9%, toccando quota 1,08 milioni di vetture, ma restano ancora sotto del 18% rispetto al 2019. Nei primi sette mesi del 2025 il mercato ha sostanzialmente stagnato a 7,9 milioni di unità.

Crescono invece le auto elettriche, ora al 15,6% delle vendite contro il 12,5% del 2024. Restano dominanti le ibride (34,7%), mentre il quadro aziendale mostra segnali contrastanti: Stellantis ha perso l’1,1% a luglio e l’8,1% nei sette mesi, riducendo la quota al 15,1%, e ha annunciato nuovi contratti di solidarietà per oltre duemila lavoratori a Mirafiori. Tesla continua a crollare (-40,2%), mentre la cinese BYD vola con un +225%.

Una tregua fragile

Resta una clausola di salvaguardia: l’Ue potrà sospendere le concessioni se gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni presi, o se le importazioni americane dovessero mettere a rischio interi settori industriali europei. Ma l’impressione diffusa è che l’Europa abbia accettato di giocare in difesa.

Con questa intesa, Bruxelles ha ottenuto una boccata d’ossigeno per il settore automotive, ma ha anche ceduto margini preziosi su altre filiere. Trump, al contrario, porta a casa un risultato politico da esibire in campagna elettorale: meno dazi sulle auto, più spazio alle esportazioni americane.

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