Covid-19: ci mancava solo "The english patient"

- di: Diego Minuti
 
Quanto sta accadendo nelle ultime ore, tra strade affollate per l'ultimo assalto consentito ai negozi, prima della chiusura imposta dal Governo, e le notizie che arrivano dal Regno Unito, restituiscono l'immagine di una Italia che vive sulla paura: di non fare in tempo a comprare l'ultimo regalo, ma anche di quella di essere impreparata davanti ad una variante del virus caratterizzata da una maggiore aggressività.

Partiamo da quest'ultima vicenda che ci è esplosa tra le mani quando tutti (anche quelli che negano tutto, per principio, non certo per conoscenza) eravamo tranquillizzati sull'inizio, ormai imminente, della campagna di vaccinazioni che dovrebbe metterci al riparo dalla pandemia.
Ora la notizia che nel Regno Unito il "bastardo" sia cambiato, quasi a irridere gli sforzi degli scienziati e le misure di contrasto del contagio, ci fa ripiombare nella paura. Per come è giusto che sia, perché solo temendo qualcosa ci si può attrezzare per sconfiggerla.

Questa mutazione, da quel che se ne sa al momento, non ha reso il virus più letale, ma ne ha accresciuto l'aggressività, nel senso che laddove si manifesta ha una trasmissibilità maggiore rispetto all'origine. Cosa che, con i nostri numeri di contagiati e di morti, non è che lasci tranquilli.

L'Italia (e con essa altri quindici Paesi europei) è corsa ai ripari chiudendo i collegamenti aerei con il Regno Unito, ma la sensazione è quella che i buoi siano già scappati e quindi il contagio nella versione "2.0" già circoli nel nostro Paese visto l'elevato numero di connazionali che vivono in Gran Bretagna e che, in molti, sono tornati in Italia per le feste di fine anno.
Una bomba ad orologeria, è questo che potrebbe dimostrarsi, alla quale forse non eravamo preparati.

Anche perché nelle ultime ore, incuranti agli appelli alla ragionevolezza, in tantissimi hanno invaso i centri delle città italiane a caccia dell'ultima occasione, dell'ultimo regalo da mettere sotto l'albero. Quasi che l'euforia sia diventato un antidoto.

La prudenza è andata a farsi benedire e, se anche usando la mascherina, chi camminava per strada, circondato da centinaia di persone, quanto meno ha elevato il rischio di un contagio.
Le statistiche, pur se registrano una contrazione dei numeri della pandemia, di certo non rassicurano ed è questo che spinge le persone a rischiare, quasi a volere scommettere che il contagio riguarda sempre gli altri.

E in tutto questo il Paese assiste, sconcertato, alla confusione che le misure adottate dal governo stanno generando in molte delle categorie produttive, che si sentono spiazzate dalle decisioni dell'Esecutivo. Che potevano pure essere adottate, ma non a ridosso dell'ultima settimana dell'anno, dopo che - è l'esempio più eclatante - i ristoratori si erano preparati al meglio per i cenoni di fine anno, rischiando ora di dovere buttare nei cassonetti - se non dovessero riuscire a darli a chi ha bisogno - la merce andata a male.

In un quadro generale l'inasprimento delle misure adottate dal presidente della Campania, De Luca, è comprensibile nell'ottica di dovere abbassare il tasso dei contagi, con quel che ne consegue.
Ma, allo stesso modo, non si può non essere accanto a chi guardava alla fine del 2020 come una speranza di sopravvivenza e non solo di mero guadagno.
Il Magazine
Italia Informa - N°1 Gennaio-Febbraio 2021
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