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Congiuntura flash Confindustria: in Italia nel terzo trimestre servizi in rallentamento

- di: Barbara Leone
 
Congiuntura flash Confindustria: in Italia nel terzo trimestre servizi in rallentamento
Dopo un incremento del PIL italiano dello 0,2% nel secondo trimestre del 2024 (dallo 0,3% del primo), con un calo dell'export, le previsioni di Confindustria per il terzo trimestre segnalano una crescita più debole nei servizi e un rallentamento nel calo dell'industria. La conversione nell'Eurozona rallenta, offrendo un respiro a famiglie e imprese grazie ai tagli dei tassi che stimolano consumi e investimenti. tuttavia, il prezzo del gas in Europa torna a salire. La BCE, dopo aver abbassato i tassi dello 0,25% a giugno, ha deciso il proprio ieri un ulteriore taglio dello stesso importo. Anche la FED è attesa muoversi in questa direzione il 18 settembre, con un taglio iniziale di 0,25% e altre possibili riduzioni entro la fine dell’anno. Nell'Eurozona, i tassi sovrani mostrano una tendenza decrescente: il rendimento del BTP è sceso al 3,58% (dal 3,92% di giugno), mentre il Bund tedesco è passato dal 2,49% al 2,22%. L'inflazione nell'area si è ridotta al 2,2% in agosto (dal 2,6% di luglio), avvicinandosi all'obiettivo della BCE, anche se al netto di energia e alimentari rimane al 2,8%. L'Italia si conferma il Paese con il tasso di sconto più basso (+1,1%, con un'inflazione core al 2,1%), contro il 2,0% della Germania, il 2,2% della Francia e il 2,4% della Spagna. Anche negli Stati Uniti l'inflazione è in calo, con un aumento del 2,9% a luglio rispetto al 3,5% di marzo, ma la componente core resta elevata (+3,2).

Congiuntura flash Confindustria: in Italia nel terzo trimestre servizi in rallentamento

Per quanto riguarda l'energia, il prezzo del gas in Europa, dopo un balzo del 17,2% in agosto, è rimasto stabile a settembre attorno ai 36 €/MWh, rispetto a un minimo di 27 €/MWh raggiunto a marzo. Al contrario, il prezzo del petrolio è sceso a 74 dollari al barile, dopo aver toccato i 90 dollari ad aprile. Questi rincari del gas potrebbero incidere negativamente sull'inflazione, aumentando i costi dell'elettricità per famiglie e imprese. Nel settore dei servizi, il secondo trimestre ha visto una crescita dello 0,4% trainata soprattutto dal turismo, con una spesa degli stranieri in Italia in aumento del 2,7% su base annua a giugno. Tuttavia, ad agosto l'indice PMI del settore è sceso ancora, segnalando una crescita più contenuta (51,4 contro 51,7 di luglio), mentre la fiducia delle imprese rimane fragile. Per quanto riguarda l'industria, la produzione ha registrato una flessione dello 0,9% a luglio, invertendo la tendenza positiva dei due mesi precedenti. Di conseguenza, la variazione acquisita per il terzo trimestre è negativa (-0,4%), anche se meno accentuata rispetto al secondo trimestre (-0,9%). Tuttavia, le prospettive non sono del tutto negative: il fatturato industriale è rimbalzato a luglio e l'indice PMI manifatturiero è quasi tornato a livelli di stabilità (49,4 da 47,4), anche se la fiducia delle imprese ha continuato a indebolirsi

Sul fronte dei consumi, la spesa delle famiglie ha continuato a crescere lentamente nel secondo trimestre (+0,2%). Il reddito reale è sostenuto dal rallentamento dell'inflazione, da una moderata crescita salariale e da un aumento dell'occupazione. Nonostante un aumento della propensione al risparmio, la fiducia delle famiglie ha subito un calo in agosto dopo tre mesi di rialzi. Gli investimenti continuano a crescere, anche se moderatamente. Nel secondo trimestre sono aumentati dello 0,3%, con una buona performance di impianti e macchinari (+1,1%) e mezzi di trasporto (+1,7%), mentre gli investimenti in costruzioni sono rimasti stabili, con un calo nelle abitazioni (-1,1%) compensato dall'aumento dei fabbricati non residenziali (+1,8%), grazie ai fondi del PNRR.

Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segni di miglioramento. A luglio l'occupazione è aumentata di 56.000 unità, portando il totale a +260.000 rispetto a gennaio, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 6,5%, il livello più basso dal 2008. Tuttavia, dal 2024 gli inattivi non sono più diminuiti e la forza lavoro ha smesso di crescere, il che potrebbe limitare ulteriori incremento dell'occupazione. L'export italiano ha subìto, invece, un calo nel secondo trimestre, con una riduzione dell'1,8% per i beni e dello 0,3% per i servizi, pur rimanendo su livelli superiori rispetto al periodo pre-pandemia. Le vendite sono diminuite sia nei mercati UE (-2,1%) sia in quelli extra-UE (-0,8%), con un calo particolarmente marcato in Germania e nei principali Paesi asiatici. Anche gli ordini del produttore esteri indicano una debolezza persistente della domanda europea.

Nell'Eurozona, il PIL ha registrato una crescita dello 0,2% nel secondo trimestre, grazie soprattutto alla spesa pubblica e alla domanda estera netta (+0,5%), che ha compensato il calo degli investimenti (-0,5% ) e una leggera flessione della spesa delle famiglie. L'area è trainata dalla Spagna (+0,8%), mentre Italia e Francia crescono a un ritmo più moderato (+0,2%) e la Germania resta in territorio negativo (-0,1%). La Cina, infine, continua a rappresentare un mix di segnali positivi e negativi. Le esportazioni hanno superato le previsioni, crescendo dell'8,7% su base annua ad agosto, forse grazie a una strategia delle imprese cinesi per anticipare l'intensificarsi delle barriere tariffarie globali. Tuttavia, l'import resta al palo, con un modesto incremento dello 0,5%, riflettendo la competitività delle aziende locali e la debolezza della domanda interna. Anche le vendite al dettaglio, pur in aumento del 2,7% a luglio, mostrano una crescita influenzata da un effetto base positivo rispetto al 2023, ma non sufficiente a tornare ai livelli pre-pandemia.

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