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Clessidra Factoring: utile netto sopra le attese a 1,5 mln di euro. Record di impieghi e turnover

- di: Barbara Leone
 
Clessidra Factoring: utile netto sopra le attese a 1,5 mln di euro. Record di impieghi e turnover
Risultati sopra le attese per Clessidra Factoring. Il Consiglio di amministrazione della società, operatore finanziario focalizzato sul supporto delle Pmi, ha infatti approvato nei giorni scorsi la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2022 che evidenzia un utile netto pari a 1,5 milioni di euro, in significativa crescita rispetto all’anno precedente, e un patrimonio netto a 17,2 milioni di euro.

Clessidra Factoring: utile netto sopra le attese a 1,5 mln di euro

“Nei primi sei mesi dell’anno - ha commentato l’Ad Gabriele Piccini (nella foto) -, la società ha confermato il trend di forte crescita avviato già nella seconda parte dello scorso anno, con un incremento degli impieghi e dei volumi gestiti, che ci ha permesso di superare gli obbiettivi di redditività del piano industriale. Un grande contributo al risultato positivo del semestre è arrivato dai volumi del secondo trimestre, nel quale abbiamo registrato un record sia in termini di turnover che di impieghi”.

I primi sei mesi del 2022 hanno visto un turnover di 194,5 milioni di euro (+198% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed in linea con il piano industriale); un monte crediti della Società di 99,2 milioni di euro (+180% rispetto al 30 giugno 2021) e un impiego lordo di 84,0 milioni di euro (+209% rispetto al 30 giugno 2021). Il numero di clienti operativi, inoltre, è più che raddoppiato anno su anno, attestandosi a quota 166. Molto positiva anche la dinamica della marginalità: il margine di intermediazione è pari infatti a 4,8 milioni euro, superiore sia rispetto all’anno precedente (+308%), sia rispetto al piano industriale (+5%). Nel primo semestre Clessidra Factoring ha inoltre registrato costi operativi pari a 2,6 milioni di euro.

Il cost/income ratio si è attestato al 54,9%, in significativa riduzione rispetto all’annualità 2021. A fronte di tali dinamiche economiche, l’utile prima delle imposte ha raggiunto 2,3 milioni di euro mentre l’utile netto si è attestato a 1,5 milioni di euro. Permane buona la qualità del portafoglio crediti che, come al 31 dicembre 2021, non registra posizioni classificate come inadempienze probabili o sofferenze e non risente degli effetti del conflitto in corso tra Russia e Ucraina e della crescita dell’inflazione. Il Total Capital Ratio al 30 giugno 2022 è stimato pari al 21,3%.

“Siamo molto soddisfatti di questa prima parte dell’anno, sia per la crescita continua dei volumi, ma anche per la redditività che permane ottima, a conferma dell’elevata attenzione all’equilibrio rischio-rendimento delle operazioni – ha detto in conclusione Piccini. - Nel mese di luglio, inoltre, abbiamo chiuso la prima operazione legata al nuovo istituto della Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa. Si tratta di una delle prime operazioni effettuate in Italia, della quale siamo molto orgogliosi. Stiamo proseguendo inoltre con il rafforzamento della struttura, con l’ingresso di quattro nuovi professionisti nei prossimi mesi, e con l’attivazione di nuove partnership commerciali sia in ambito crossover che distressed”.
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