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Caccia, le associazioni ambientaliste accusano: dalla Basilicata uno smacco all'Europa

- di: Barbara Leone
 
Caccia, le associazioni ambientaliste accusano: dalla Basilicata uno smacco all'Europa
“Con la delibera varata dalla Giunta regionale della Basilicata si è consumato un atto ostile nei confronti della biodiversità, una palese violazione delle regole ignorando del tutto le indicazioni del mondo scientifico.” Lo scrivono le associazioni Enpa – Lac –Lav – Legambiente – Lipu Birdlife Italia – Lndc – Wwf Italia dopo la decisione della Giunta regionale della Basilicata di prolungare la stagione venatoria ai tordi e alla beccaccia fino al 31 gennaio.

Caccia, le associazioni ambientaliste accusano: dalla Basilicata uno smacco all'Europa

“Sono state ignorate le indicazioni dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale in materia, con le indicazioni dettagliate, specie per specie, sulla corretta redazione dei calendari di caccia in ossequio al dettato comunitario di non sparare durante la migrazione prepuziale”, aggiungono le associazioni sottolineando che “la Regione Basilicata, probabilmente nella speranza di raccattare qualche voto in vista delle prossime elezioni regionali, ha colpevolmente ignorato le indicazioni del mondo scientifico cedendo alle richieste delle lobby venatorie, ha concesso la proroga della caccia ai turdidi e alla beccaccia, violando apertamente le indicazioni della Direttiva Uccelli, il tutto in un momento che vede l’Italia come osservato speciale da parte della Commissione europea proprio per le molteplici e perduranti violazioni in materia di caccia.  Ricordiamo che proprio nella lettera con cui è stata aperta la Procedura Pilot nel luglio scorso, la Commissione ha evidenziato che la concessione della caccia nei periodi di migrazione prenuziale, citando espressamente le date di chiusura previste al 31 gennaio, non sia coerente con il dettato della Direttiva Uccelli.Da più parti abbiamo letto che tale decisione si appresti ad essere presa anche dalla Regione Puglia. Tali iniziative non sono nuove da parte della Puglia che difatti è espressamente citata nella lettera della Commissione europea come una delle regioni che si è resa responsabile in anni passati della violazione di aver concesso la caccia durante la migrazione prenuziale. Siamo in sostanza di fronte ad un atto vergognoso, di una gravità estrema, che si prende gioco della legge, delle regole e delle istituzioni, ma che costituisce anche un danno oggettivo e irrimediabile a quel patrimonio indisponibile della collettività rappresentato dagli animali selvatici. La Regione Basilicata si ravveda e faccia un passo indietro” chiedono le associazioni auspicando che “la Regione Puglia receda dai propri intenti; per il futuro, nella stesura del Calendario venatorio regionale, si attengano in modo scrupolo alle indicazioni fornite dall’autorità scientifica e al più rigoroso rispetto delle regole”. In caso di inerzia, conclude la nota, le associazioni si rivolgeranno alle autorità giudiziarie competenti per fare accertare la responsabilità collegiale dell’organo che ha intenzionalmente approvato tale provvedimento, macroscopicamente illegittimo chiedendo al contempo misure cautelari urgenti idonee a preservare l’integrità del patrimonio indisponibile dello Stato, ed impedire così gli illeciti abbattimenti.
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