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Black Friday, allarme sicurezza: sei italiani su dieci temono truffe digitali

- di: Anna Montanari
 
Black Friday, allarme sicurezza: sei italiani su dieci temono truffe digitali

Nel Black Friday 2025 il commercio elettronico italiano si prepara a registrare l’ennesimo picco di vendite, ma il clima che accompagna la settimana degli sconti è tutt’altro che spensierato. Secondo le rilevazioni diffuse da Adnkronos, sei italiani su dieci temono concretamente di essere vittime di una frode online, una percentuale che conferma un divario crescente tra la maturità digitale dei consumatori e l’evoluzione sempre più sofisticata dei raggiri informatici.

Black Friday, allarme sicurezza: sei italiani su dieci temono truffe digitali

L’e-commerce continua a espandersi, la platea degli utenti è più informata e più attenta rispetto al passato, ma il livello percepito di sicurezza non segue lo stesso ritmo.

Un mercato vulnerabile durante le settimane ad alta intensità

Gli analisti ricordano come i periodi di acquisti concentrati – Black Friday, Cyber Monday, festività – rappresentino un terreno fertile per chi mira a colpire utenti distratti dall’urgenza o dalla promessa dello sconto imperdibile. La pressione commerciale aumenta, i volumi di transazioni lievitano e l’attenzione fisiologicamente cala.
La conseguenza è un ambiente in cui fake store, furti di dati e phishing diventano parte integrante della “stagione degli sconti”, con un impatto che si riflette non solo sulle famiglie ma sull’intero ecosistema dell’e-commerce, sempre più dipendente dalla fiducia digitale.

L’evoluzione dei raggiri: siti identici, prezzi irrealistici, social falsati
Le truffe online non si limitano più a pagine improvvisate o messaggi scritti male: oggi i criminali costruiscono siti quasi indistinguibili da quelli ufficiali, con loghi, palette cromatiche e percorsi di acquisto perfettamente replicati.
L’obiettivo è duplice: ottenere il pagamento immediato e acquisire dati sensibili – numeri di carte, credenziali, indirizzi – da riutilizzare in frodi future.
A peggiorare il quadro contribuisce la dinamica dei prezzi: molti portali propongono prodotti di fascia alta con sconti anomali, che spesso anticipano consegne di merce contraffatta o, più frequentemente, nessuna consegna. Il principio resta sempre valido: ciò che appare troppo conveniente tende a esserlo per un motivo non dichiarato.

Parallelamente, i social network sono diventati un canale privilegiato per le truffe. Pagine e profili appena creati, corredati da una sfilza di recensioni “entusiastiche” ma sospette, aprono shop temporanei che spariscono nel giro di giorni, lasciando dietro di sé ordini irrecuperabili.
Il confine tra marketing digitale e raggiro, in questo contesto, si fa sottile, e la responsabilità di distinguere ciò che è autentico ricade sempre più sugli utenti.

L’ondata di phishing legata alle spedizioni

Uno dei fenomeni che cresce più rapidamente è quello dei messaggi di spedizione falsi, inviati via SMS, email o tramite notifiche che imitano le comunicazioni dei corrieri più noti.
Il meccanismo è ormai rodato: l’utente riceve un avviso che lo invita a verificare un pacco, pagare una piccola integrazione o aggiornare i dati di consegna. Un clic è sufficiente per installare malware o fornire informazioni che consentono di svuotare un conto corrente.
Nel clima euforico del Black Friday, in cui molti utenti davvero attendono pacchi multipli, distinguere ciò che è vero da ciò che è costruito diventa ancora più difficile. Da qui la raccomandazione: verificare sempre direttamente dal sito del rivenditore o del corriere, senza affidarsi ai link inseriti nei messaggi.

Un rischio reputazionale per il settore
La dimensione economica del fenomeno è tutt’altro che marginale. Ogni truffa sottrae risorse alle famiglie, ma soprattutto erode la fiducia nella filiera digitale, che negli ultimi anni ha sostenuto gran parte della crescita dei consumi.
Se gli utenti iniziano a percepire l’e-commerce come un territorio esposto, il rischio è un rallentamento degli acquisti online nei periodi chiave, con ricadute dirette sui volumi delle piattaforme, sui marketplace e sulle PMI che dipendono dalla vendita web.
Le aziende del settore investono in sicurezza, ma l’efficacia attuale non basta a ridurre la distanza tra il livello di rischio reale e quello percepito dai consumatori.

La sfida dei prossimi mesi: ricostruire fiducia

L’edizione 2025 del Black Friday mette dunque in luce una criticità strutturale: il problema non è solo evitare la truffa di turno, ma garantire un ambiente digitale che riduca l’incertezza e rafforzi la propensione all’acquisto.
In un contesto in cui la guerra dei prezzi è meno sostenibile rispetto al passato e la concorrenza globale si intensifica, l’affidabilità della filiera digitale diventa essa stessa un vantaggio competitivo.
L’Italia, dal canto suo, continua a registrare segnali di maggiore consapevolezza, ma l’asimmetria tra capacità dei truffatori e strumenti di autodifesa resta ampia. Ed è proprio su questo terreno – educazione digitale, prevenzione, trasparenza – che si giocherà una parte decisiva della sostenibilità del commercio online nei prossimi anni.

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