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Bce oggi taglia i tassi di 0,25 punti, ma dopo giugno è nebbia fitta

- di: Jole Rosati
 
Bce oggi taglia i tassi di 0,25 punti, ma dopo giugno è nebbia fitta
Lagarde verso l’ottava sforbiciata, ma inflazione e dazi USA complicano la rotta.
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L’appuntamento è per le 14:15. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde (foto), è attesa oggi alla conferenza stampa più delicata del suo mandato. I mercati danno per scontato l’ottavo taglio consecutivo dei tassi, giù di un altro quarto di punto, fino al 2%. Ma più delle decisioni, conteranno le parole: da Francoforte si aspettano segnali sul futuro, e non arrivano.
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Una mossa attesa, ma non ancora scritta
La riduzione dei tassi, se sarà confermata, arriva in un contesto che solo pochi mesi fa sembrava improbabile. L’inflazione dell’Eurozona è scesa all’1,9% a maggio, il livello più vicino al target Bce dal 2021. Eppure, l’aria non è di trionfo. Lo ha ammesso anche Philip Lane, capo economista dell’Eurotower: “Il rallentamento dell’inflazione è positivo, ma il quadro globale resta fragile”.
Lagarde, secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, potrebbe lasciare il suo ruolo prima del termine naturale per assumere un incarico a Davos. Un’ipotesi smentita, ma che aggiunge incertezza al momento.
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Crescita fragile, euro forte e spettri d’oltreoceano
Se l’inflazione rallenta, la crescita non riparte. L’Ocse ha tagliato all’1% la stima per l’Eurozona nel 2025. Peggio la Germania, dove l’indice Pmi dei servizi è precipitato a 47,1 a maggio, ben sotto la soglia di stagnazione. L’Italia tiene, almeno nel terziario, con un Pmi servizi a 53,2, ma l’industria resta sotto pressione. E Confindustria parla di aziende “meno pessimiste”, non certo ottimiste.
Nel frattempo, l’euro si è rafforzato di quasi il 10% sul dollaro in quattro mesi, mettendo sotto pressione le esportazioni europee. Un fattore che rende ancora più incerta la strategia monetaria.
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Spread ai minimi e Francoforte in festa
C’è però un segnale che fa sorridere: lo spread Btp-Bund è sceso a 96 punti base, minimo da tre anni. Merito anche del successo del collocamento dei nuovi Btp Green a 5 anni, che hanno raccolto richieste per oltre 210 miliardi di euro. Gli investitori premiano il ritorno alla stabilità italiana, in un contesto continentale ancora agitato.
Francoforte brinda: il Dax tedesco vola a un nuovo massimo storico, +0,77% ieri 4 giugno. Anche grazie al via libera del governo al pacchetto di tagli fiscali per le imprese, giudicato “una svolta competitiva” dalla Bundesbank.
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Ma il rebus sono i dazi di Trump
È la nuova guerra commerciale, però, a togliere il sonno ai banchieri centrali. Dopo il “Liberation Day” proclamato da Donald Trump il 1° maggio, l’America ha imposto dazi pesanti su auto europee, semiconduttori e macchinari industriali. Bruxelles promette una risposta calibrata, ma la tensione sale. E gli effetti si vedono già.
L’Ocse ha tagliato anche le previsioni Usa per il 2025: dal 2,8% all’1,6%. E la Fed, secondo quanto emerge dal Beige Book pubblicato ieri, registra una crescita debole e un’inflazione meno dinamica del previsto”. Gli analisti ora prevedono due tagli dei tassi entro dicembre per evitare la recessione.
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Lagarde e il futuro: parole pesano più dei tassi
 “Riunione per riunione, sulla base dei dati”: sarà questa, con ogni probabilità, la formula scelta da Lagarde per indicare prudenza senza chiudere la porta a nuove sforbiciate. I mercati già prezzano un possibile nuovo taglio all’1,75% tra settembre e ottobre. Ma la verità è che nessuno sa davvero cosa accadrà.
Perché il contesto globale è in mutazione. Perché la BCE resta prigioniera del doppio mandato non scritto: sostenere la crescita senza sbriciolare l’euro. E perché, mentre Wall Street trema e Pechino osserva, l’Europa ha poco margine di manovra.
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Un equilibrio fragile 
L’Eurotower oggi taglierà, con ogni probabilità. Ma il taglio sarà la parte facile. Il difficile verrà dopo. Perché con la crescita debole, l’euro troppo forte e una guerra commerciale alle porte, il 2% potrebbe non bastare. E allora toccherà a Lagarde, ancora una volta, trovare l’equilibrio nel mezzo della tempesta.

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