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Australia, riconoscimento dello Stato di Palestina a settembre

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Australia, riconoscimento dello Stato di Palestina a settembre

Un passo che Canberra prepara da mesi, ora con una data precisa: settembre 2025. L’Australia riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina alla prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo ha confermato il primo ministro Anthony Albanese, mettendo il timbro politico su una scelta che proietta il Paese nel fronte internazionale favorevole alla soluzione dei due Stati.

Australia, riconoscimento dello Stato di Palestina a settembre

Non sarà un riconoscimento incondizionato. Albanese ha chiarito che la decisione è legata a impegni specifici dell’Autorità Palestinese: escludere Hamas da ruoli di governo, garantire la demilitarizzazione e organizzare elezioni democratiche. “Vogliamo isolare Hamas, disarmarlo e allontanarlo dalla regione – ha spiegato –. Questo è un passo per fermare il ciclo di violenza e dare una prospettiva di pace”.

La cornice internazionale
La mossa australiana si inserisce in un contesto in rapido movimento. Nelle ultime settimane, Canada, Francia e Regno Unito hanno annunciato decisioni analoghe. Un segnale di pressione diplomatica verso Israele, sempre più isolato sul piano internazionale dopo mesi di offensiva su Gaza. Albanese ha parlato di “un’opportunità per interrompere le sofferenze e la fame a Gaza” e di “una scelta in linea con i nostri valori e interessi strategici”.

La reazione di Israele
Dura la risposta israeliana. L’ambasciatore a Canberra ha definito il riconoscimento “un premio all’intransigenza” e “un ostacolo alle trattative sugli ostaggi”. Per il governo Netanyahu, la mossa rischia di legittimare un’entità che non ha ancora garanzie di sicurezza per Israele e di alimentare il fronte di Hamas.

Il dibattito interno
Anche in Australia la decisione divide. L’opposizione liberale accusa Albanese di “ingenuità pericolosa” e di voler fare un gesto simbolico mentre Hamas mantiene il controllo di Gaza e tiene prigionieri cittadini israeliani. I Verdi e le associazioni pro-palestinesi, invece, parlano di “passo storico”, pur criticando l’assenza di misure più dure contro Israele, come sanzioni o embargo sulle armi.

Il ruolo della diplomazia

Dietro l’annuncio c’è un lavoro diplomatico iniziato mesi fa, con incontri a margine dei vertici internazionali e colloqui bilaterali. Canberra punta a rafforzare la propria immagine di mediatore credibile nella regione Asia-Pacifico e a consolidare il legame con partner come l’Unione Europea, dove il riconoscimento della Palestina è sostenuto da un numero crescente di Paesi.

Un passaggio carico di simboli
Il voto di settembre all’ONU sarà soprattutto un segnale politico. La piena attuazione della soluzione a due Stati resta lontana, ma il riconoscimento da parte di Paesi come l’Australia aggiunge pressione sul tavolo negoziale. Resta da vedere se la scelta di Albanese avrà effetti concreti o resterà un gesto simbolico in un conflitto che, da decenni, resiste a ogni tentativo di soluzione.

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