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L’Argentina fa il primo passo verso la dollarizzazione economica

- di: Bruno Coletta
 
L’Argentina fa il primo passo verso la dollarizzazione economica
L’Argentina fa il primo passo verso la dollarizzazione economica
Con un annuncio che segna una svolta epocale per l’economia argentina, il ministro dell’Economia Luis Caputo ha dichiarato che, a partire da oggi, i prezzi di beni e servizi potranno essere espressi anche in dollari americani o altre valute estere, oltre che in pesos. Questa mossa, vista da molti come un preludio alla promessa dollarizzazione dell’economia, rappresenta uno dei punti centrali della campagna elettorale del presidente Javier Milei (nella foto mentre riceve un premio).

Un cambiamento storico nei mercati argentini
La delibera, pubblicata in Gazzetta Ufficiale nella notte del 16 gennaio, consente ai commercianti di esporre i prezzi sia in pesos che in dollari. “A partire da domani, i prezzi di beni e servizi potranno essere indicati in dollari americani o in un’altra valuta estera, oltre ad apparire in pesos, indicando l’importo totale e finale che il consumatore dovrà pagare”, ha affermato Caputo in un post sul suo account X, il social network precedentemente noto come Twitter.
Fonti del Ministero dell’Economia, citate dal quotidiano argentino La Nación, hanno chiarito che non ci saranno restrizioni sul tasso di cambio utilizzato dai commercianti. Questo consentirà una maggiore flessibilità nella scelta dei prezzi da esporre e offrirà ai consumatori la libertà di decidere in quale valuta effettuare i loro acquisti.

Le radici della proposta di dollarizzazione
L’introduzione dei prezzi in dollari è vista come un primo passo verso un processo di dollarizzazione più ampio, un tema che ha dominato il discorso politico argentino negli ultimi mesi. Durante la campagna elettorale, il presidente Milei aveva promesso di adottare il dollaro americano come valuta ufficiale per combattere l’iperinflazione, stabilizzare l’economia e attirare investimenti stranieri.
La dollarizzazione non è solo una soluzione economica, ma una scelta politica per garantire la libertà economica e la stabilità ai cittadini”, aveva dichiarato Milei in un’intervista rilasciata a Bloomberg.

Reazioni economiche e politiche
L’annuncio di Caputo ha suscitato reazioni contrastanti tra economisti, politici e cittadini. Da un lato, molti vedono l’adozione dei prezzi in dollari come un passo necessario per arginare l’inflazione, che nel 2024 ha superato il 120% su base annua. Dall’altro, i critici temono che questa misura possa esacerbare le disuguaglianze economiche e portare a una dipendenza eccessiva dall’economia statunitense.
Esporre i prezzi in dollari potrebbe aggravare la crisi sociale, poiché non tutti i cittadini hanno accesso a questa valuta”, ha commentato l’economista Marina Alfonsín in un editoriale per Clarín. Il rischio è che la dollarizzazione parziale si traduca in una frammentazione economica ancora più profonda”.

L’impatto sul commercio e sui consumatori
Per i commercianti, l’adozione dei prezzi in dollari rappresenta un’opportunità per proteggere i margini di profitto dalle fluttuazioni del peso. Tuttavia, non mancano le complessità. “La gestione di prezzi in due valute diverse richiede una logistica maggiore e può creare confusione tra i consumatori”, ha spiegato Federico Martínez, proprietario di una catena di supermercati a Buenos Aires.
Molti cittadini, invece, si interrogano su come questa misura influenzerà il potere d’acquisto. “Se i salari non vengono adeguati al valore del dollaro, questa riforma rischia di peggiorare la nostra situazione”, ha affermato Marcela Ríos, insegnante di scuola superiore.

Prospettive future
L’adozione dei prezzi in dollari è solo la prima fase di un piano più ambizioso. Secondo fonti vicine al governo, il presidente Milei sta valutando ulteriori misure per semplificare la transizione verso una piena dollarizzazione. Tra queste, la riduzione delle riserve di pesos e la creazione di un quadro normativo per l’uso esclusivo del dollaro nei contratti commerciali e finanziari.
L’opposizione, intanto, ha chiesto un dibattito pubblico più ampio su queste riforme. “Non possiamo permettere che decisioni di tale portata vengano prese senza un consenso nazionale”, ha dichiarato l’ex presidente Alberto Fernández durante una conferenza stampa.

In sintesi
La decisione del governo argentino di autorizzare l’esposizione dei prezzi in dollari segna un momento cruciale per l’economia del Paese. Se da un lato questa iniziativa potrebbe rappresentare una soluzione a breve termine contro l’inflazione galoppante, dall’altro solleva interrogativi sul futuro economico e sociale dell’Argentina. Come evolverà questa transizione dipenderà in gran parte dalla capacità del governo di Milei di gestire le sfide e mitigare i rischi associati a un cambiamento così radicale.

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