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Allianz Trade: “Crescita modesta ma resiliente per l’Italia tra il 2025 e il 2027”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Allianz Trade: “Crescita modesta ma resiliente per l’Italia tra il 2025 e il 2027”

L’economia italiana continuerà a crescere a ritmi lenti ma stabili nei prossimi tre anni, sostenuta da un progressivo miglioramento della domanda interna e da un rafforzamento degli investimenti, ma ancora frenata dal debito elevato e dal rallentamento del commercio globale. È quanto emerge dal nuovo Global Economic Outlook 2025–2027 pubblicato da Allianz Research, la divisione economica di Allianz Trade, leader mondiale nell’assicurazione crediti.

Allianz Trade: “Crescita modesta ma resiliente per l’Italia tra il 2025 e il 2027”

Secondo le stime, il PIL italiano aumenterà dello +0,5% nel 2025, per poi salire a +0,7% nel 2026 e +0,9% nel 2027, in un contesto di crescita globale contenuta ma stabile. Nel secondo trimestre 2025, l’economia ha registrato una lieve contrazione dello -0,1% su base trimestrale, imputata alla flessione del commercio netto e al rallentamento delle esportazioni verso gli Stati Uniti dopo il forte anticipo degli ordini (“frontloading”) nei mesi precedenti.

“La resilienza dell’economia italiana resta moderata ma significativa in un contesto globale complesso – spiega Maddalena Martini, Senior Economist per l’Italia presso Allianz (in foto) –. Tuttavia, la crescita rimarrà fragile e fortemente dipendente dalla ripresa della domanda esterna, dall’esecuzione tempestiva del PNRR e dalla capacità del Paese di rafforzare la produttività interna”.

Consumi e investimenti in ripresa
Sul fronte interno, i consumi mostrano segnali di miglioramento, sostenuti da un recupero del potere d’acquisto delle famiglie e dal graduale calo dei tassi di interesse.
Gli investimenti, cresciuti dell’1,0% nel secondo trimestre 2025, dovrebbero consolidarsi ulteriormente con l’accelerazione nell’utilizzo dei fondi del Next Generation EU (NGEU).

Tuttavia, avverte Allianz, ritardi nella spesa e scadenze stringenti per la presentazione delle richieste di rimborso entro il 2026 continuano a limitarne l’impatto.

Sfide fiscali ancora aperte
Nonostante il miglioramento registrato nel 2024, la finanza pubblica italiana resta sotto pressione. Allianz Trade prevede che il deficit tornerà sotto il 3% del PIL solo nel 2027, mentre il debito pubblico resterà stabile intorno al 135% del PIL.
Il costo degli interessi sul debito si manterrà elevato, circa il 3,7% del PIL, assorbendo una parte significativa delle risorse pubbliche.

“I nuovi impegni di spesa, in particolare quelli legati alla difesa e al welfare, rappresentano una sfida per la sostenibilità fiscale
– osserva Martini –. Le opportunità offerte dai fondi europei e dalla normalizzazione dei tassi devono essere colte rapidamente per evitare un rallentamento strutturale della crescita”.

Scenario globale: “stagflazione leggera”

A livello internazionale, Allianz Research prevede una fase di crescita contenuta ma stabile. Il PIL mondiale aumenterà del +2,7% nel 2025 e del +2,5% nel 2026, con un’inflazione ancora superiore ai livelli pre-pandemia (3,9% nel 2025 e 3,5% nel 2026). Gli economisti del gruppo parlano di una forma di “stagflazione leggera”, ovvero crescita debole ma lontana dagli scenari recessivi degli anni Settanta.

Per l’Eurozona, la crescita sarà inferiore alla media globale: +1,2% nel 2025, +0,9% nel 2026 e +1,4% nel 2027, con l’inflazione che si stabilizzerà intorno al 2%, in linea con l’obiettivo della Banca centrale europea.

Italia: un equilibrio da consolidare

In questo contesto, l’Italia si conferma tra le economie più stabili ma meno dinamiche d’Europa. Il rallentamento del commercio internazionale, la rigidità strutturale del mercato del lavoro e la complessità amministrativa continuano a pesare sulla competitività.
Secondo Allianz Trade, il rilancio dipenderà dalla capacità di accelerare i progetti del PNRR, migliorare la produttività e ridurre i tempi di spesa dei fondi europei.

“All’Italia serve una crescita di qualità, fondata su innovazione, export e inclusione – conclude Martini –. Il Paese ha le risorse e le opportunità per riuscirci, ma serve coerenza nelle politiche economiche e stabilità regolatoria”.

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